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Furto al museo e i ritardi negli allarmi, trasferiti i quattro custodi

Tra i punti poco chiari, le azioni dei 4 custodi presenti oggi trasferiti e i ritardi negli allarmi installati. Al lavoro la Squadra Mobile che cerca di far luce su quanto accaduto

di tcf -

Negli uffici della Questura si lavora intensamente per fare piena luce sul furto dei quadri di Antonello avvenuto la sera di ferragosto al museo Accascina. Diversi gli elementi al vaglio degli investigatori che stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti all’interno del Mume e nella zona circostante per cercare di individuare ogni elemento utile alle indagini. Quanto fin qui raccolto fa pensare ad una banda di ladri non esperti, soprattutto per le modalità in cui hanno agito dopo aver prelevato le opere dalla sala in cui erano esposte.

Un altro punto su cui si sta concentrando il lavoro della squadra mobile è quello relativo alle falle riscontrate nei sistemi di sicurezza e ai ritardi negli allarmi. I ladri hanno fatto irruzione nel museo alle 20:47 per portare a termine il colpo in un lasso di tempo compreso tra i 2 e i 3 minuti. Da lì alla chiamata effettuata dai cittadini che hanno rinvenuto le tavole abbandonate sul marciapiedi è passato all’incirca un quarto d’ora; erano le 21:02. Dopo 10 minuti arrivano sul posto le prime Volanti, ma per far partire le indagini passerà altro tempo prezioso. Ci sono, infatti, altri aspetti poco chiari che riguardano l’azione dei 4 custodi presenti al museo al momento del furto.

Perché i poliziotti giunti al museo hanno impiegato circa 20 minuti per riuscire a mettersi in contatto con i vigilanti ed entrare all’interno per fare l’amara scoperta. Nessuno dei custodi si era accorto di nulla, e non si comprende ancora come mai non abbiano sentito l’allarme, non abbiano notato nulla nelle sale del museo, non abbiano controllato le telecamere, non abbiano risposto alle telefonate della Polizia; elementi, questi, tutti sotto la lente d’ingrandimento della squadra mobile. Il presidente della Regione Renato Schifani ha avviato un’ispezione interna e messo in ferie forzate i 4 custodi, che sono stati trasferiti in altri siti dei Beni culturali, in attesa della relazione della direttrice Marisa Mercurio.

La Procura di Messina, guidata da Antonio D’Amato ha intanto avviato un’inchiesta a carico di ignoti per furto pluriaggravato. Non si esclude il coinvolgimento della criminalità organizzata mafiosa, così come eventuali complicità interne al museo.