Caltanissetta

Giovani e violenza, l’allarme della Procura

Il procuratore Salvatore Vella torna a denunciare una deriva crescente: liti sempre più banali che finiscono nel sangue. “Serve una risposta collettiva”

di finmedia -

Non è solo un fatto di cronaca. È il segnale di qualcosa che sta cambiando, e in peggio. L’accoltellamento del ventenne Andrea Tosto, avvenuto davanti a un bar di viale Indipendenza a Caposoprano, diventa oggi il punto di partenza di una riflessione più ampia sulla violenza tra giovani.

Una lite per motivi futili, pochi istanti e poi i fendenti. Un copione che si ripete con inquietante frequenza, mentre la città fa i conti con una escalation che non può più essere letta come una sequenza di episodi isolati.

A sottolinearlo è il procuratore Salvatore Vella, intervenuto in conferenza stampa in Procura. Parole nette, che descrivono un fenomeno ormai radicato: sempre più ragazzi, anche giovanissimi, portano con sé armi e le usano con una facilità crescente.

Le indagini sull’aggressione di Caposoprano, che hanno portato in poche ore all’arresto di un 22enne con l’accusa di tentato omicidio, sono solo l’ultimo tassello di un quadro più ampio. Negli ultimi mesi, spiegano gli inquirenti, si moltiplicano i casi di violenza nati da discussioni banali, degenerati in aggressioni gravi.

E mentre Andrea Tosto resta ricoverato dopo l’intervento chirurgico, e il suo presunto aggressore è in carcere, resta l’immagine di una città in cui basta una parola di troppo per arrivare a sfiorare la tragedia. Un equilibrio sempre più fragile, che chiama in causa l’intera comunità.