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Guerra Iran-Israele, Sicilia osservata speciale

1500 gli obiettivi sensibili presenti nella regione siciliana

di Piero Messina -

La guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti potrebbe avere effetti anche in Sicilia. L’isola ospita infrastrutture strategiche statunitensi e della Nato nel cuore del Mediterraneo, e l’escalation in Medio Oriente ha fatto scattare un rafforzamento delle misure di sicurezza.

Da sabato è stata alzata ulteriormente l’attenzione dei nostri servizi di intelligence e delle autorità di pubblica sicurezza (prefetti e questori) dell’isola su input del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministeto dell’interno.

C’è poi il fronte invisibile dell’intelligence. Dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, nel 2022, gli investigatori italiani monitorano movimenti e attività di presunte “antenne” e reti di influenza legate all’Iran sul territorio nazionale, Sicilia compresa. Un lavoro costante di tracciamento informativo e prevenzione, che oggi assume un peso ancora maggiore.

A Sigonella, hub fondamentale per droni da ricognizione, aerei spia e supporto logistico, il comando ha invitato personale e famiglie a restare vigili e a mantenere un basso profilo. Nessuna minaccia concreta, ma attenzione alta. Il livello di allerta resta “Alpha Plus”, come al Muos di Niscemi.

In tutta la regione sono circa 1.500 i siti con controlli potenziati: 272 in provincia di Palermo, oltre 1.250 nel resto dell’isola. Sorvegliati speciali basi militari, aeroporti, porti e nodi strategici delle telecomunicazioni, con la Sicilia snodo chiave dei cavi in fibra nel Mediterraneo.

Al momento non ci sono segnali di ritorsioni imminenti. Ma in uno scenario di tensione crescente, la prevenzione resta la priorità. La Sicilia, per posizione e infrastrutture, è parte dello scacchiere mediterraneo.