Attualità
Il Duomo sbagliato e il simbolo tradito
L'ira dei tifosi azzurri
C’è chi dice che per sbagliare serve talento. E allora bisogna riconoscerlo: la società del Ragusa Calcio in fatto di “autogol comunicativi” ha decisamente una marcia in più. Pubblicare un comunicato ufficiale per cercare collaboratori e scegliere come sfondo il Duomo di Modica, con buona pace di San Giovanni e dell’identità ragusana, è una mossa che neanche i più accaniti rivali avrebbero saputo immaginare.
Tralasciamo per un attimo la storica rivalità — che esiste e nessuno può negare — e guardiamo la sostanza: come si può rappresentare una squadra, una città, una storia, se non si riconoscono nemmeno i propri simboli? In un’epoca in cui basta una foto su Google per “raccontare” un territorio, qualcuno deve aver pensato che “barocco per barocco” uno valesse l’altro. Peccato che per i tifosi ragusani, quella scelta è suonata come uno schiaffo, una provocazione, un gesto di clamorosa superficialità.
Perché la differenza tra chi la maglia la indossa nel cuore e chi la gestisce da dietro una scrivania è tutta lì: nell’appartenenza. I tifosi, ogni domenica, portano sulle spalle sacrificio, passione e voce. La società, invece, sembra aver perso il filo di quel legame che dovrebbe tenere insieme una comunità. E quando il cuore manca, si nota, anche nei dettagli più piccoli, come una foto sbagliata.
Non è una “svista grafica”, non è una semplice “disattenzione social”: è un segnale preoccupante di disconnessione totale. Una società che confonde Modica con Ragusa, è una società che confonde il marketing con l’identità, l’immagine con l’anima. E quando si perde l’anima, il resto è solo un gioco di facciata. Ed ancora; la figura del ‘padre-padrone’ nel calcio non esiste più. Nulla contro i professionisti che non sono siciliani — che spesso portano competenza e passione — ma davvero in tutta la Sicilia, terra di talenti e conoscitori del pallone, non si trovava una figura all’altezza? Forse, ancora una volta, si è preferito guardare altrove invece che valorizzare le eccellenze locali. E questo, in una squadra che dovrebbe rappresentare il cuore di una città, è un errore più grande di qualsiasi Duomo sbagliato.