Attualità
Il Palermo in mostra per i suoi 125 anni
Piazza Politeama accoglie la mostra per i 125 anni del Palermo calcio. Un viaggio nella storia del calcio e della città, con parecchie gioie ed alcune omissioni
E’ la settimana PINK del Palermo calcio. La squadra rosanero festeggia 125 anni di vita il prossimo primo novembre e la sua storia – o meglio una parte di essa – viene raccontata in piazza con una mostra fotografica in venti pannelli esposti di fronte al teatro Politeama. E’ un viaggio che parte dal bianco e nero di fin de siecle di una città che rspirava ancora i fasti internazionali del Liberty, attraversa la storia del Paese, incontra la rinascita del secondo dopoguerra, ricorda le stagioni a partire dagli anni cinquanta tra serie a e serie sino alle due finali di Coppa Italia perse contro Bologna e Juventus per arrivare ai ruggenti anni ottanta ed ai giorni nostri, all’epoca segnata dalla presidenza di Maurizio Zamparini, con gli anni nella vetta della massima serie calcistica e la terza finale di Coppa Italia con l’ennesima sconfitta.
Ai tifosi la mostra piace e c’è chi – in quegli scatti – rivive l’esperienza di una trasferta romana a fianco della squadra del cuore.
La mostra arriva sino ai giorni nostri con la nuova gestione che orbita in area Manchester City.
Per onor di cronaca, va anche detto che la mostra ha un sapore agiografico che non rende giustizia alla vera storia – appassionante quanto tribolata del club rosanero.
Nessun riferimento alla leggendaria stagione che vide alla presidenza il principe Raimondo Lanza di Trabia, partigiano, agente segreto, inventore del calciomercato moderno, grand viveur, la cui epopea venne raccontata in rima e note da Domenico Modugno, che proprio a Lanza di Trabia, morto suicida a 39 anni, si ispiro per la sua canzone Vecchio Frac.
Così d’altronde, nessun fotogramma della nostra è dedicata agli anni buoi, ai fallimenti e ai periodi oscuri quando alla guida della società c’era il costruttore edile Gaspare “Pippo” Gambino, imprenditore legato alla mafia ed al boss Pippo Calò. Storie – che i tifosi vogliono dimenticare – perché fanno degradare le tinte dalla storia sportiva e della passione al nero più cupo.