Cronaca

In cella la banda dei kalashnikov, 22 indagati

Un contributo determinante alle indagini sarebbe arrivato dalle dichiarazioni del nuovo collaboratore di giustizia

di Sergio Randazzo -

Nuova offensiva della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo contro le organizzazioni criminali attive nel capoluogo siciliano. I Carabinieri del Comando provinciale hanno eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di 22 persone, sette delle quali già detenute e raggiunte dalla misura cautelare direttamente in carcere.

L’operazione rappresenta l’ultimo sviluppo di una complessa indagine coordinata dalla Dda guidata dal procuratore Maurizio de Lucia e punta a fare luce sull’escalation di attentati, intimidazioni ed episodi estorsivi che, dal novembre 2025 fino a poche settimane fa, hanno interessato l’area del mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo. Nove indagati sarebbero coinvolti, a vario titolo, in episodi di estorsione, tentata estorsione e detenzione illegale di armi da guerra aggravate dal metodo mafioso.

Altri sei soggetti sono invece accusati di fare parte di un’organizzazione dedita al traffico di cocaina, hashish e marijuana nei quartieri di San Lorenzo e dello Zen 2. Gli investigatori ritengono inoltre che il gruppo potesse contare sulla disponibilità di un vero e proprio arsenale di armi. L’inchiesta costituisce la prosecuzione dell’operazione che lo scorso giugno aveva già portato all’emissione di otto provvedimenti di fermo per estorsioni, danneggiamenti e tentato omicidio. Tra le figure ritenute centrali dagli investigatori emerge quella di Salvatore Verga, 36 anni, detenuto nel carcere di Trani. Secondo le indagini, il presunto trafficante di droga avrebbe continuato a mantenere un ruolo operativo nella gestione delle attività criminali, impartendo direttive ai suoi uomini dall’interno dell’istituto penitenziario.

Gli accertamenti dei Carabinieri avrebbero portato al ritrovamento, nel telefono cellulare di uno degli indagati, di messaggi attribuiti a Verga, elemento che avrebbe consentito di ricostruire i collegamenti tra il detenuto e i giovani incaricati di mettere in atto le intimidazioni nei confronti di commercianti e imprenditori. Un contributo determinante alle indagini sarebbe arrivato dalle dichiarazioni del nuovo collaboratore di giustizia, arrestato il 20 marzo scorso. Le sue rivelazioni avrebbero consentito agli investigatori di delineare gli equilibri interni del mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo e di ricostruire il presunto ruolo di vertice esercitato da Verga nella gestione dei cosiddetti “picciotti” incaricati di compiere gli atti intimidatori.