Attualità
Inchiesta Ponte e presidio comitati
A Capo Peloro a Messina i comitati No Ponte manifestano e raccolgono firme chiedendo dimissioni del CdA della Stretto di Messina e amministrazione giudiziaria
Proteste e raccolta firme a Capo Peloro organizzate dai comitati No Ponte, che tornano in piazza dopo la bufera giudiziaria sull’inchiesta per presunta corruzione legata al Ponte sullo Stretto di Messina. Alla mobilitazione si affianca una raccolta firme che chiede le dimissioni del CdA della Stretto di Messina spa e l’avvio di un’amministrazione giudiziaria della società.
Al centro dell’indagine della Procura di Roma ci sono un magistrato della Corte dei conti, un imprenditore e un ex consigliere della società, accusati di aver tentato di condizionare l’iter di legittimità del progetto attraverso promesse di incarichi pubblici e pressioni su altri magistrati. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’avvocato Giacomo Saccomanno e l’imprenditore Vincenzo Virgiglio avrebbero cercato di influenzare il giudice contabile Tommaso Miele, offrendo appoggi per futuri incarichi in cambio di un intervento favorevole sull’opera. Contestati anche presunti accessi a informazioni riservate e ulteriori tentativi di condizionamento.
La reazione dei comitati è immediata e durissima. La vicenda viene definita “di gravità inaudita” e considerata un punto di svolta politico e istituzionale sul progetto. La richiesta è che l’inchiesta non resti circoscritta ai singoli indagati ma investa anche la governance della società. Sul fronte civile e ambientalista si chiede inoltre di verificare le responsabilità interne e l’eventuale applicazione del decreto legislativo 231/2001. La Stretto di Messina spa ribadisce la propria estraneità, mentre si apre un fronte di tensione sulle responsabilità del passato CdA.