Attualità

La poltrona contesa della sanità e l’ombra della mafia

Il governo regionale scosso dall’inchiesta della Procura della Repubblica su Salvatore Iacolino, il supermanager della sanità. Anni di battaglie e voti segreti

di Piero Messina -

Adesso è tutto più chiaro. Per mesi la politica siciliana si è combattuta sul controllo della sanità regionale. Non per una poltrona politica, ma per una poltrona della burocrazia: quella della Pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute, il dipartimento che governa la programmazione sanitaria e un sistema da oltre 10 miliardi di euro l’anno.

È su quella leva amministrativa che negli ultimi mesi si è consumata una delle battaglie più dure dentro la maggioranza di governo: da una parte Fratelli d’Italia, dall’altra Forza Italia. Una guerra sotterranea fatta di nomine contestate, equilibri precari e votazioni a scrutinio segreto all’Assemblea regionale, con clamorose bocciature della maggioranza.

Al centro dello scontro il nome di Salvatore Iacolino, dirigente generale della Pianificazione strategica e poi indicato per la guida del Policlinico di Messina.

Proprio durante l’esame di quella nomina in commissione all’ARS arrivò un passaggio  – lo scorso febbraio – che oggi suona quasi profetico.

Gianfranco Miccichè parlò di una carriera “non lineare” di Iacolino e chiese alla Regione di riconsiderare la designazione.

Parole che oggi tornano di attualità. Perché nel frattempo la Procura di Palermo ha iscritto Iacolino nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa.

Secondo l’ipotesi investigativa, quando guidava proprio la Pianificazione strategica della sanità regionale avrebbe messo la propria rete di relazioni e il peso della funzione pubblica a disposizione di interessi economici riconducibili alla famiglia mafiosa di Favara.

Un’accusa pesantissima che arriva dopo mesi di tensioni politiche sulla gestione della sanità siciliana.

E che oggi rischia di dare un significato completamente diverso a quella lunga guerra interna alla maggioranza per il controllo di uno dei centri di potere più delicati della Regione.