Cultura

L’avaro di Molière: risate e pathos sul palco del Garibaldi

Al Teatro Garibaldi di Modica, il classico di Molière conquista il pubblico con la storia dell’avaro Arpagone. Lo spettacolo ha registrato talmente successo da dover aggiungere una terza replica, confermando quanto sia viva la passione per il teatro e quanto conti la partecipazione degli spettatori.

di Chiara Scucces -

Al Teatro Garibaldi di Modica, uno dei classici più celebri della commedia francese torna a risuonare con forza sul palco. “L’avaro” di Molière, con un cast guidato da Enrico Guarneri nel ruolo di Arpagone, ha incassato l’entusiasmo del pubblico al punto da aggiungere una terza replica straordinaria alle due programmate inizialmente.

Un’opera del 1668 che, nonostante i secoli, continua a parlare al presente: tra battute esilaranti e situazioni grottesche, Molière racconta la meschinità umana, l’avidità e i paradossi dei rapporti familiari. Ma “L’avaro” non è solo risata: dietro l’ironia si nasconde anche la tensione del protagonista, la sua ansia e il senso di isolamento causato dall’ossessione per il denaro. Diretto da Guglielmo Ferro, il testo classico viene restituito in una forma viva e moderna, grazie anche a una regia che equilibra ritmo, comicità e introspezione emotiva.