Attualità
Lavoro nero e caporalato: un’economia sommersa da oltre 6 miliardi di euro
Il dossier della CGIA di Mestre mette l'Isola sul podio nazionale per tasso di irregolarità
L’ombra del lavoro nero e dello sfruttamento continua a gravare sull’intera economia della Sicilia. Secondo l’ultima analisi dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre basata su dati Istat, il volume d’affari generato dall’economia sommersa nell’Isola ha raggiunto proporzioni allarmanti: il valore aggiunto prodotto dal lavoro irregolare sfiora infatti i 6,13 miliardi di euro all’anno.
Questo dato colloca la Sicilia ai vertici della classifica nazionale per propensione al “nero”: l’incidenza del sommerso sul valore aggiunto totale della regione è del 6,4%, a fronte di una media nazionale che si ferma al 4%.
L’identikit degli invisibili nell’Isola riguarda ben 221.200 gli occupati non regolari stimati sul territorio regionale, pari a un tasso di irregolarità complessivo del 14%. Praticamente, in Sicilia un lavoratore su sette opera totalmente al di fuori delle regole contrattuali, previdenziali e di sicurezza.