Attualità
L’emergenza dell’acqua contaminata continua
Scende in campo anche la Protezione civile, mentre cresce la mobilitazione dei cittadini con centinaia di firme raccolte e nuove richieste di intervento
Trapani e l’acqua contaminata. Non c’è pace per centinaia di famiglie che da mesi convivono con un’emergenza senza fine, tra divieti di utilizzo dell’acqua, contatori chiusi e continui ricorsi alle autobotti. Adesso è scesa in campo anche la Protezione civile regionale, che ha inviato nuovi mezzi per rafforzare il servizio sostitutivo, mentre la Prefettura coordina gli interventi insieme a Comune, Asp e Regione.
Intanto cresce anche la mobilitazione dei cittadini. Sono oltre trecento le firme raccolte dal comitato “L’acqua è un diritto di tutti” nato nelle ultime settimane, che chiede di fare piena luce sulle cause della contaminazione, una mappatura completa delle zone interessate e un servizio sostitutivo adeguato per tutte le famiglie coinvolte.
Secondo l’ultima relazione comunale, sono circa centocinquanta le utenze interessate. In diversi punti i valori batteriologici risultano in calo, ma l’acqua resta ancora fuori norma. Le verifiche si concentrano nell’area tra piazza XXI Aprile e il campo Coni, dove potrebbe trovarsi l’origine della contaminazione.
Il comitato denuncia però anche un altro problema: ci sarebbero famiglie che evitano perfino di segnalare l’acqua contaminata per timore di dover sostenere il costo delle autobotti private. Un aspetto che rischia di trasformare l’emergenza idrica anche in un’emergenza sociale.
Il sindaco Giacomo Tranchida fa il punto sulle verifiche in corso, sulle possibili cause della contaminazione e sul rafforzamento del servizio con l’arrivo delle nuove autobotti della Protezione civile.