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Sperone: ‘Una luce per il futuro’, la protesta pacifica

Allo Sperone, quartiere della periferia est di Palermo, cittadini, mamme e associazioni si sono dati appuntamento in via XXVII Maggio per chiedere l'apertura immediata dell'asilo nido e il recupero del Centro Servizi, ristrutturato ma già abbandonato all'incuria

di Pinella Rendo -

Una luce contro l’abbandono. È la protesta pacifica che al tramonto ha portato decine di residenti, famiglie e rappresentanti del terzo settore davanti ai cancelli di via XXVII Maggio, all’ombra del murale Sangu e latti allo Sperone di Palermo.

Il paradosso dello Sperone è tutto qui: un asilo nido nuovo di zecca, finalmente pronto dopo anni di rinvii, ma con i portoni sbarrati. Un servizio essenziale che manca alle mamme e ai bambini del quartiere, privati di un presidio di prossimità e di un aiuto concreto per l’autonomia familiare.

A poche decine di metri, la situazione del Centro Servizi non è diversa. Ristrutturato e utilizzato solo per pochissimo tempo, l’immobile è oggi soffocato dalle erbacce e lasciato senza vigilanza, esposto al concreto rischio di atti vandalici che vanificherebbero i fondi pubblici spesi.

Accendere una candela non è solo un gesto simbolico, ma una richiesta diretta inviata al Comune di Palermo: restituire dignità alla comunità e rendere operative subito due strutture vitali. Senza risposte chiare, la luce sulla vertenza dello Sperone destinata a rimanere accesa.