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“L’uomo invaso” chiude il Festival L’ingegnere di Babele

Grande successo per il Festival culturale "L'ingegnere di Babele" che si è tenuto in queste settimane a Comiso promosso dalla Fondazione Gesualdo Bufalino, presieduta dall’on. Pippo Digiacomo. E' stato lo spettacolo teatrale "L'uomo invaso" di Gesualdo Bufalino a chiudere la terza edizione del festival

di Redazione -

Lo spettacolo teatrale “L’uomo invaso” di Gesualdo Bufalino, adattato e diretto da Alessandro Romano, ha concluso sabato sera con successo la terza edizione del festival culturale “L’ingegnere di Babele” promosso dalla Fondazione Gesualdo Bufalino, presieduta dall’on. Pippo Digiacomo.  Il racconto breve di Bufalino, “L’uomo invaso”, è stato la base per la creazione di uno spettacolo che ha preso spunto da una delle immagini determinanti della poetica bufaliniana, ovvero il pupo. Il protagonista, Vincenzino La Grua, è un pupo agito e doppiato da un misterioso dio/puparo nel teatrale palcoscenico che è la vita. La sua lucida pazzia è un rifugio dove eclissarsi e, forse, morire in pace. Il tema centrale che lega tutti i racconti della raccolta “L’uomo invaso” è la vita, spaventosa illusione, misteriosa e carica di tagliente ironia. Il festival culturale “L’ingegnere di Babele” è un evento innovativo e di grande qualità, che ha sperimentato più ambiti nell’era della mutazione dei linguaggi. Il festival si caratterizza per la sua capacità di coniugare l’arte con la cultura, il teatro con la letteratura, la musica con la poesia, creando un dialogo tra le diverse espressioni artistiche e culturali