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Mafia, politica e sanità: Iacolino non risponde ai PM

L’inchiesta della Procura di Palermo ipotizza un sistema di relazioni tra il superburocrate della sanità e ambienti mafiosi

di Piero Messina -

Alle 7 e mezza del mattino, un orario concordato per evitare giornalisti e telecamere, Salvatore Iacolino è arrivato a piedi al Palazzo di Giustizia di Palermo accompagnato dai suoi avvocati. L’ex potente dirigente della sanità regionale è stato convocato dai magistrati che lo indagano per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata, ma davanti ai pm ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.

L’inchiesta della Procura di Palermo ipotizza un sistema di relazioni tra il superburocrate della sanità e ambienti mafiosi. Secondo gli investigatori, Iacolino avrebbe intrattenuto rapporti con Carmelo Vetro, mafioso di Favara già condannato, mettendo a disposizione la propria rete di relazioni istituzionali e il potere derivante dal ruolo di dirigente generale della Pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute, un dipartimento chiave che governa miliardi di spesa sanitaria.

Le indagini, basate su intercettazioni e pedinamenti, ipotizzano che Iacolino si sia adoperato per favorire interessi economici riconducibili a Vetro, tra pressioni per accreditamenti sanitari e tentativi di aprire canali anche negli appalti della Protezione civile e quelli per la ricostruzione dei danni causati dal ciclone Harry.

Su questi punti i magistrati volevano chiarimenti. Ma l’ex dirigente, per ora, ha scelto il silenzio.