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Mattarella. ‘Ci siamo e stiamo lavorando per Niscemi’
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato stamattina a sorpresa a Niscemi. Il capo dello Stato ha effettuato un rapido sopralluogo nella cosiddetta zona rossa ed ha visitato una scuola
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato a Niscemi accolto dal sindaco Massimiliano Valentino Conti e dal capo della Protezione civile Fabio Ciciliano. Mattarella ha salutato i presenti e ascoltato le loro esigenze. Due obiettivi del Capo dello Stato: sopralluogo nella zona rossa e poi la visita di una scuola. Mattarella al suo arrivo nella piazza di Niscemi è stato accolto da un lungo applauso dei cittadini presenti. “Grazie presidente”, e’ stato il saluto di tanti che hanno applaudito e per i quali e’ un importante segnale di incoraggiamento la sua presenza dopo la disastrosa frana ancora in corso. Poi Mattarella, accompagnato dal capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, e dal sindaco, Massimiliano Conti, si e’ recato verso la zona rossa, fino al belvedere. “Presidente non si dimentichi di noi”. Lo hanno gridato i cittadini di Niscemi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella al suo arrivo nella piazza del Paese.
E’ difficile in queste condizioni, lo capisco”. Nelle case “c’erano gli affetti, c’era la vostra vita. Lo capisco bene. Per questo sono venuto qui per far vedere che il sostegno si mantiene alto”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rispondendo a una signora che gli ha raccontato che nelle case “c’era tutto, e quello che perso è perso”. Non è stata una visita di freddo protocollo, ma un lungo, caloroso abbraccio collettivo. E poi la scuola e gli studenti, tanto cari al Presidente come simbolo di ripartenza. La visita si è conclusa alla scuola elementare “Mario Gori”.
L’istituto è diventato il presidio della resilienza cittadina, ospitando provvisoriamente gli alunni delle altre scuole dichiarate inagibili dopo il 25 gennaio. Entrando nelle classi, il Presidente ha voluto dare un segnale di speranza ai più piccoli, ribadendo che la continuità educativa è il primo passo per ricostruire l’identità di una comunità colpita dal disastro.