Palermo

Maxi sequestro di false e-bike: bloccati quasi 7 mila mezzi non sicuri -VIDEO-

Operazione della Guardia di Finanza su delega della Procura di Palmi. I veicoli, importati dalla Cina e commercializzati come biciclette a pedalata assistita, sarebbero in realtà scooter elettrici

di Sergio Randazzo -

La Guardia di Finanza del Comando provinciale di Palermo, su delega della Procura della Repubblica di Palmi, ha eseguito un provvedimento di sequestro disposto dal Gip del Tribunale di Palmi nei confronti di migliaia di veicoli elettrici commercializzati come biciclette a pedalata assistita ma ritenuti non conformi alla normativa europea sulla sicurezza. L’operazione ha interessato l’intero territorio nazionale e ha portato al sequestro di migliaia di mezzi custoditi nei magazzini di grossisti e rivenditori. Nell’inchiesta risultano indagati un imprenditore palermitano e una società, chiamata a rispondere della responsabilità amministrativa degli enti, per le ipotesi di frode in commercio e falso in atto pubblico.

Coinvolte diverse regioni italiane

L’attività investigativa ha visto impegnati, oltre ai finanzieri di Palermo, anche i reparti della Guardia di Finanza di Calabria, Campania, Puglia, Lombardia, Sardegna e Toscana, consentendo di individuare e sequestrare i mezzi distribuiti in numerose regioni. Secondo gli investigatori, gli scooter elettrici venivano immessi sul mercato come e-bike a pedalata assistita, pur presentando caratteristiche tecniche differenti e tali da consentirne la circolazione senza targa e senza omologazione.

Le irregolarità riscontrate

Le indagini, condotte dal 1° Nucleo Operativo Metropolitano del Gruppo di Palermo con il supporto del Gruppo di Gioia Tauro, avrebbero accertato gravi carenze nella documentazione presentata per certificare la conformità dei mezzi importati dalla Cina. Dal 2023 sarebbero stati importati almeno 6.885 veicoli, immessi sul mercato grazie a certificazioni ritenute non rispondenti ai requisiti previsti dalla normativa europea. Il valore complessivo dei mezzi sequestrati è stimato in circa 5 milioni di euro. Gli accertamenti, svolti anche con il supporto dei Ministeri delle Infrastrutture e del Made in Italy e delle associazioni di categoria, avrebbero evidenziato fascicoli tecnici incompleti e privi della documentazione necessaria a dimostrare la sicurezza dei veicoli.

Proseguono gli accertamenti

Parallelamente all’inchiesta penale sono in corso ulteriori verifiche per accertare eventuali violazioni amministrative legate a pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole diffuse attraverso siti internet e social network.