Ragusa

Migranti: dopo Apostolico, un altro giudice di Catania non convalida altri 4 trattenimenti

I provvedimenti di trattenimento erano stati adottati nei confronti di 6 cittadini tunisini, richiedenti protezione internazionale

di Sergio Randazzo -

Il giudice non convalida. Sono quattro i provvedimenti di trattenimento disposti dal questore di Ragusa, Vincenzo Trombadore, per i quali stamattina si sono svolte le convalide presso il Tribunale ordinario di Catania, sezione speciale Immigrazione.

Secondo giudice a liberare gli immigrati

Il giudice chiamato a pronunciarsi e’ Rosario Maria Annibale Cupri che al termine delle udienze si e’ riservato. Un pomeriggio di attesa per l’esito che e’ arrivato dopo le 20. I provvedimenti di trattenimento erano stati adottati nei confronti di 6 cittadini tunisini, richiedenti protezione internazionale. Ma nemmeno il giudice Cupri li ha convalidati. Come noto, la norma attuale prevede il trattenimento presso un centro – in questo caso la nuova struttura di Modica – del richiedente asilo/protezione che provenga da un cosiddetto paese sicuro (e la Tunisia rientra nel novero dei paesi sicuri). Entro 28 giorni e’ il termine entro il quale il richiedente dovra’ sapere se la sua domanda di asilo/protezione puo’ o meno essere accettata. Nel caso in cui non volesse essere trattenuto deve versare personalmente e all’atto delle procedure di identificazione, poco meno di 5.000 euro. Il giudice Iolanda Apostolico, qualche giorno fa, non aveva convalidato i provvedimenti di trattenimento, scatenando aspre polemiche politiche: nelle motivazioni della sua decisione, il giudice aveva ritenuto che non fossero state rispettate le norme europee e che quelle ‘interne’ fossero incompatibili; trattenere una persona limitandone la liberta’ personale per esaminare i suoi documenti, sarebbe un provvedimento non proporzionato e il richiedente non puo’ essere trattenuto al “solo fine di esaminare la sua domanda”.

Anche sul versamento della fidejussione, il giudice Apostolico si era espresso

Il fatto che non sia possibile che l’importo possa essere versato da terzi, sarebbe incompatibile con la direttiva 33/2013 dell’Unione europea. Su questo aspetto, l’avvocata Rosa Emanuela Lo Faro che ha assunto le difese di alcuni dei cittadini tunisini colpiti dai provvedimenti, chiede al governo italiano dei chiarimenti: “Oltra al fatto che spesso queste persone non hanno alcun mezzo di sostentamento, cio’ che mi chiedo e’ come possa fare un qualunque versamento, una persona che arriva senza documenti di alcun genere, senza un codice fiscale. Ci sono delle procedure particolari di cui nessuno e’ a conoscenza? Che il ministro chiarisca ed emetta una circolare esplicativa” e la sua considerazione tecnica rientra anche nelle memorie difensive che l’avvocata ha presentato. Le difese sono state rappresentate dagli avvocati Rosa Emanuela Lo Faro e Fabio Presenti.