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Modica-Mare, caos viabilità: la vecchia arteria al collasso

Cantieri e code chilometriche sullo scorrimento veloce per Marina di Modica spingono gli automobilisti sulle strade secondarie, che sono però al collasso. Siamo andati sulla vecchia Modica-Marina per documentarne le criticità.

di Chiara Scucces -

Il nostro viaggio comincia di prima mattina. L’obiettivo della nostra troupe era quello di documentare con un mini reportage lo stato in cui versa la vecchia strada che collega Modica a Marina. Un’arteria che d’estate si trasforma improvvisamente in uno dei percorsi più battuti del territorio e quest’anno ancora di più visto che l’arteria alternativa, lo scorrimento veloce, è parzialmente bloccato dai cantieri dell’Anas. Transenne, semafori alternati e code chilometriche spingono residenti e turisti a cercare vie di fuga alternative. Ed è qui che la scappatoia si trasforma in trappola.

Basta fare pochi chilometri sulla vecchia strada per rendersi conto della situazione: il manto stradale mette a dura prova gli ammortizzatori e, soprattutto, la stabilità dei mezzi. E’ completamente dissestato, in alcuni tratti ridotto a una groviera.

E la conferma che non si tratti solo di un problema di comfort, ma di una reale minaccia per l’incolumità pubblica, ci si para davanti agli occhi poco dopo. All’altezza di contrada Zappulla, il traffico è rallentato. C’è un incidente, l’ennesimo su questo tracciato: uno scontro violento che ha coinvolto una minicar e una moto. Solo ventiquattr’ore prima ne era stato registrato un altro. Per fortuna, stavolta, nessuno si è fatto male seriamente, ma il bollettino quotidiano parla chiaro: questa strada è diventata una roulette russa.

In quei tratti dove le sterpaglie sono state rimosse, emerge poi il problema dell’inciviltà: una distesa di rifiuti, bottiglie di plastica e sacchetti lanciati nel tempo dai finestrini e rimasti finora nascosti tra il verde. La situazione richiede interventi immediati. Serve che il Comune o la Provincia pulisca i tratti di sua competenza e imponga ai privati la potatura dei propri terreni. Con l’aumento del traffico estivo, la messa in sicurezza non è più rimandabile