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Morti sul lavoro, allarme della Feneal Uil Sicilia

“1.093 vittime nel 2025, serve una risposta strutturale”

di Redazione -

Sono 1.093 i morti sul lavoro registrati in Italia nel 2025, un dato in aumento rispetto all’anno precedente che riaccende il dibattito sulla sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro. Numeri che, secondo il sindacato degli edili Feneal Uil, impongono una risposta politica strutturale e non più rinviabile.

Il tema è stato al centro della relazione del segretario generale della Feneal Uil Sicilia, Pasquale De Vardo, nel corso del diciannovesimo congresso regionale che si è svolto al Molo trapezoidale di Palermo.

“Non siamo di fronte a fatalità – ha affermato De Vardo – ma a una strage silenziosa che si consuma ogni giorno nei luoghi di lavoro. I numeri parlano chiaro e chiamano in causa responsabilità precise”.

Nel passaggio più politico della relazione, il segretario regionale ha richiamato con forza il tema della legalità.

“Le morti sul lavoro devono essere affrontate con la stessa determinazione con cui lo Stato combatte la mafia. In entrambi i casi siamo di fronte a fenomeni che colpiscono la vita, la dignità e i diritti delle persone. Non può esistere alcuna tolleranza. Per questo chiediamo di estendere alle famiglie delle vittime degli incidenti sul lavoro le stesse tutele previste per i familiari delle vittime di mafia, perché la mancanza di sicurezza nei cantieri edili è criminalità organizzata”.

Al congresso hanno partecipato oltre 200 persone, in rappresentanza di circa 15 mila lavoratori edili siciliani iscritti al sindacato. Presenti anche il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, il presidente della Commissione Antimafia dell’Assemblea Regionale Siciliana Antonello Cracolici, il dirigente generale del Dipartimento Lavoro della Regione Siciliana Ettore Riccardo Foti, il direttore regionale dell’INAIL Giorgio Soluri e il direttore regionale dell’INPS Sergio Saltalamacchia.

Nel corso dei lavori sono arrivati anche i saluti del segretario generale della UIL Pierpaolo Bombardieri e dell’eurodeputato Giuseppe Lupo.

Intervenendo al congresso, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha sottolineato le difficoltà legate alla sicurezza nel settore edile.

“Il tema della sicurezza sul lavoro è da sempre nell’agenda politica – ha detto Lagalla – ma nella concretezza del quotidiano si scontrano elementi difficilmente componibili: da un lato la ricerca di guadagno facile da parte di chi accetta lavori anche a basso costo, dall’altro il bisogno di chi, più povero, si espone anche a fronte del rischio”.

Il primo cittadino ha annunciato che il Comune sta valutando possibili iniziative insieme alle organizzazioni sindacali, tra cui l’introduzione di verifiche preliminari nelle procedure per il rilascio dei permessi a costruire, per limitare comportamenti irregolari da parte di appaltatori.

Secondo De Vardo la situazione in Sicilia resta particolarmente critica, con l’Isola che continua a essere una delle aree più esposte agli infortuni sul lavoro.

Tra le principali cause vengono indicati il lavoro nero, la frammentazione delle filiere produttive, il ricorso ai subappalti e al dumping contrattuale, oltre alla carenza di controlli e ispettori. “Quando manca un contratto regolare – ha evidenziato – manca anche la sicurezza. Il lavoratore diventa invisibile e quindi più esposto al rischio”.

Il sindacato chiede l’avvio di una nuova stagione per il settore edile basata su qualificazione professionale, formazione obbligatoria, rafforzamento dei diritti e delle tutele, ricambio generazionale e aumento dei salari, oltre a un deciso no a qualsiasi ipotesi di aumento dell’età pensionabile per i lavoratori edili. Sul piano nazionale è intervenuto anche il segretario generale della Feneal Uil Mauro Franzolini.

“Dopo l’ennesima tragedia sul lavoro avvenuta in Sicilia, a Palermo, che è costata la vita a due operai, non è più possibile limitarsi alle dichiarazioni di circostanza. Servono controlli seri, continui ed efficaci e un immediato potenziamento degli organici degli ispettorati, oggi drammaticamente insufficienti”.

La Feneal Uil Sicilia chiede quindi un piano straordinario di prevenzione e sicurezza, l’aumento degli ispettori del lavoro nell’Isola, il contrasto al lavoro nero e ai subappalti incontrollati, oltre alla piena valorizzazione della contrattazione collettiva.