Attualità
Negato l’uso della base di Sigonella per voli verso il Medio
"Operazione fuori dai trattati: serve il passaggio in Parlamento". È stallo diplomatico sulla sovranità delle basi siciliane
Non era mai successo con questa fermezza negli ultimi anni: l’Italia ha alzato il disco rosso di fronte a una richiesta operativa degli Stati Uniti. Il caso è stato riportato oggi il Corriere della Sera e riguarda la base di Sigonella. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha negato l’atterraggio e il transito ad alcuni velivoli militari USA diretti verso il Medio Oriente, rivendicando il pieno esercizio della sovranità nazionale su un’operazione ritenuta “non ordinaria”.
Tutto è iniziato con una segnalazione del Capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Luciano Portolano. I radar e le informative tecniche hanno intercettato il volo di alcuni asset statunitensi che puntavano verso la pista siciliana. Il piano di volo parlava chiaro: Sigonella doveva essere solo uno scalo tecnico, una tappa intermedia prima di proiettarsi verso il teatro mediorientale. Tuttavia, è emerso un vizio di forma e di sostanza: i vertici militari italiani non erano stati né consultati né informati preventivamente. Un’omissione che ha fatto scattare l’immediata verifica politica.
Secondo quanto ricostruito, l’accertamento ordinato dal Ministro Crosetto ha stabilito che quei voli non potevano essere classificati come “logistici” o “ordinari”.
In termini tecnici, l’operazione ricadeva al di fuori dei perimetri stabiliti dai trattati bilaterali Italia-USA che regolano l’uso delle basi concesse agli alleati. “Se l’operazione non rientra nei trattati, deve essere autorizzata e sottoposta al vaglio delle Camere”, aveva assicurato Crosetto in Parlamento solo poche settimane fa. Coerentemente con questo impegno, e accertata la natura straordinaria della missione americana, il Ministro ha dato mandato a Portolano di comunicare al comando USA il diniego all’atterraggio. Senza autorizzazione esplicita, le ruote dei giganti dell’aria americani non avrebbero potuto toccare il suolo siciliano.
La decisione italiana non va letta come una crisi nei rapporti con Washington, ma come una necessaria riaffermazione delle regole d’ingaggio. In un momento di altissima tensione in Medio Oriente, Roma vuole evitare che il territorio nazionale diventi una piattaforma di lancio per azioni belliche o strategiche senza una condivisione politica totale.
La decisione dell’Italia di negare l’utilizzo agli Stati Uniti l’uso della base di Sigonella nell’ambito delle operazioni militari contro l’Iran avviene a 41 anni di distanza dalla “crisi” del 1985 che portò ad una grave impasse diplomatica tra gli Stati Uniti, all’epoca guidati da Ronald Regan e l’Italia con il presidente del Consiglio, Bettino Craxi.