Caltanissetta

Niscemi, Confcommercio lancia l’allarme: “Serve un modello di rinascita per salvare l’economia”

Un progetto per la Niscemi del futuro

di Sergio Randazzo -

La frana che ha colpito il centro storico di Niscemi non ha soltanto isolato strade e abitazioni. Ha messo in ginocchio un intero sistema economico. Per questo il presidente di Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti, e il presidente di Confcommercio Gela, Francesco Trainito, hanno incontrato il sindaco Massimiliano Conti per affrontare l’emergenza che sta colpendo imprese e commercianti. All’incontro ha preso parte anche il comitato spontaneo dei commercianti, nato in questi giorni per dare voce alle attività direttamente e indirettamente danneggiate dall’istituzione della vasta zona rossa. Il confronto istituzionale è stato sollecitato dal vicepresidente di Confcommercio Gela, Rocco Pardo, delegato per Niscemi, con l’obiettivo di raccogliere le istanze degli operatori economici e attivare misure immediate.

“Non bastano contributi tampone”

«Siamo qui perché Niscemi sta attraversando un momento drammatico – ha dichiarato Manenti –. Non basta parlare di contributi tampone, pur necessari nell’immediato. Bisogna capire come ricostruire un tessuto economico che rischia di sgretolarsi». Secondo il presidente regionale, la frana ha generato un clima di lutto collettivo che ha svuotato non solo il centro storico ma l’intera città. «La gente da fuori non viene più. Anche chi frequentava Niscemi nel fine settimana oggi evita di farlo. Il rischio è che, quando si spegneranno i riflettori, la città muoia non per la frana ma per l’assenza di interventi strutturali». Da qui la proposta di un vero e proprio “modello Niscemi”: un piano di sviluppo capace di trasformare l’emergenza in occasione di rilancio e di diventare un esempio per altre realtà siciliane colpite da calamità.

Effetto domino su tutta la città

Sulla stessa linea Trainito, che ha parlato di crisi diffusa oltre i confini della zona rossa. «Non soffrono solo i commercianti dell’area interdetta. Il flusso di clienti si è azzerato anche a chilometri di distanza. C’è chi sta valutando la delocalizzazione. Se non interveniamo subito, rischiamo di perdere un intero tessuto produttivo». Il riferimento è anche agli errori del passato. «Non si può ripetere l’esperienza di Gibellina, dove la ricostruzione non ha tenuto conto della vita reale di persone e imprese. Qui serve una strategia chiara, condivisa e immediata».

Un progetto per la Niscemi del futuro

Il sindaco Conti ha assicurato piena disponibilità alla collaborazione con Confcommercio e con il comitato dei commercianti. L’obiettivo comune è definire un progetto organico che includa sostegni economici, interventi urbanistici, incentivi alla permanenza delle attività e strumenti per attrarre nuovi investimenti.