Agrigento

No vendita gadget a tema mafioso

L’ordinanza a firma del sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè, dichiara guerra alla vendita di souvenir e gadget che richiamano o inneggiano alla mafia. Una notizia che ha destato non poche reazioni

di Anna Rita Di Leo -

Gadget commerciali, calamite, tazze  o opere di ceramisti abili,i souvenir  che richiamano o inneggiano alla mafia, hanno sempre fatto bella presenza nelle esposizioni delle bancarelle o nei negozi di souvenir, ma dallo scorso  20 agosto, l’ordinanza n. 68 a firma  dal sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè, dichiara guerra alla vendita di souvenir e gadget che richiamano o inneggiano alla mafia. Tolleranza zero, dunque, al commercio dei caratteristici pupazzi vestiti di nero, con la coppola e la lupara e con la scritta “u mafiusu o a mafiusa”.

 Trovo mortificante, sottolinea il sindaco, essere etichettati come ‘mafiosi’, alla vigilia di Agrigento Capitale italiana della cultura 2025”. Il provvedimento di Miccichè, che ha trovato sponda in altri sindaci,trova anche il sostegno dell’ex procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, Pm antimafia all’epoca della sua esperienza a Palermo, da noi contattato.:”

Lodevole iniziativa quella del sindaco di Agrigento che ha vietato la vendita di gadgets che rimandano ad una immagine della mafia folkloristica e per certi versi rassicurante.- dichiara in una nota il procuratore Patronaggio- Iniziativa che non brilla certo per ironia anche se ha il pregio di essere a ‘costo zero’ per l’amministrazione.

Ma proprio perché attraverso questi invero pacchiani oggettini viene veicolata una immagine della mafia più folkloristica che reale, ben altre dovevano essere le iniziative antimafia, a partire dalla denunzia dei vecchi e nuovi ladri delle risorse idriche, tanto pubblici che privati, e rilanciare una amministrazione della cosa pubblica attenta allo sviluppo del territorio scevra da condizionamenti ambientali e clientelari. Ma mi rendo conto che una iniziativa di tal fatta ha costi economici, ma soprattutto umani e culturali, ancora purtroppo, insostenibili in questa Isola”.E, anche la Cgil esprime compiacimento per l’ordinanza del sindaco: