Catania

Omicidio Riposto, il fratello della vittima davanti al Gip

L'udienza di convalida è prevista per lunedi

di Leuccio Emmolo -

Si terrà lunedì l’udienza di convalida dell’arresto per Giovan Battista Guarrera, il 63enne che ieri ha trasformato una lite familiare in una tragedia senza ritorno. L’indagato, ascoltato in caserma dalla sostituta della Procura di Catania, Chiara Milazzo, componente del pool coordinato dall’aggiunto Fabio Scavone, è accusato di omicidio volontario e lesioni gravi. La Procura ha richiesto la convalida del fermo e l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Il dramma si è consumato nel cuore di Riposto. Tutto ha avuto inizio all’interno della pescheria gestita dalla vittima, Natale Guarrera, 60 anni, noto a tutti come Lino. Secondo una prima ricostruzione, il 63enne avrebbe preteso denaro dal fratello per l’acquisto di sostanze stupefacenti. Al rifiuto di Lino, la lite è degenerata rapidamente: Giovan Battista ha estratto un taglierino e, dopo aver ferito il fratello, si è armato di una mannaia.

In preda a una furia cieca, l’uomo ha inseguito la vittima lungo la strada, raggiungendola e colpendola mortalmente in una via laterale. Nel tentativo disperato di fare da scudo, sono intervenuti sul posto l’anziano padre degli aggressori, 89 anni, e la figlia di Lino. Entrambi hanno lottato corpo a corpo con il 63enne, rimanendo feriti: il padre è attualmente ricoverato all’ospedale di Giarre con prognosi riservata per un taglio al volto, mentre la nipote è stata medicata per lesioni alle mani, fortunatamente non gravi.

L’arrivo dei soccorsi, compreso l’elisoccorso del 118, si è rivelato purtroppo inutile per Lino Guarrera, giunto in ospedale già privo di vita.