Cronaca
Operazione ‘Tutto chiaro’, coinvolta anche la Sicilia
C’è anche la Sicilia al centro della maxi-operazione della Guardia di Finanza di Ravenna che ha smantellato un'inedita e sofisticatissima rete di pirateria audiovisiva
Un’applicazione avanzata capace di aggirare i controlli e schermare l’indirizzo IP degli utenti. L’operazione della Guardia di Finanza di Ravenna, supportata dai Nuclei Speciali Frodi Tecnologiche, ha svelato per la prima volta l’esistenza di “Cinemagoal”. Un giro d’affari milionario che ha visto una forte presenza di centrali di spaccio dei codici illegali anche in Sicilia, dove i finanzieri hanno eseguito diverse perquisizioni nei confronti dei cosiddetti “reseller”.
Erano loro, oltre 70 in tutta Italia, a vendere pacchetti annuali tra i 40 e i 130 euro, intascando i guadagni tramite criptovalute e conti esteri.
Il sistema si appoggiava su macchine virtuali che ogni tre minuti catturavano il segnale di abbonamenti legittimi intestati a prestanome, ritrasmettendolo in chiaro. Grazie alla cooperazione internazionale di Eurojust, i server e il codice sorgente dell’app sono stati sequestrati in Francia e Germania.
Il danno stimato per i colossi della TV e dello streaming è mastodontico: circa 300 milioni di euro. Ma la scure della giustizia non si ferma agli organizzatori. Sono infatti già scattate le prime 1.000 sanzioni per i clienti finali, con multe che oscillano da 154 a 5.000 euro. E l’esame del materiale informatico sequestrato nelle ultime ore nell’Isola e nel resto del Paese minaccia di allungare sensibilmente la lista degli abbonati abusivi.