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Ospedali iblei, vigilanza armata: guardie senza stipendio

Ad oggi, le guardie particolari giurate che garantiscono la sicurezza di medici, infermieri e pazienti non hanno ancora percepito la retribuzione del mese di aprile

di Pinella Rendo -

La Fisascat Cisl Ragusa Siracusa in una nota denuncia le condizioni in cui si trovano a operare i lavoratori dell’azienda che gestisce il delicato servizio di vigilanza armata all’interno delle strutture sanitarie dell’Asp 7. Il sindacato ha ufficialmente proclamato lo stato di agitazione, avviando le procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla legge sul diritto di sciopero

Al centro della protesta c’è il mancato pagamento degli stipendi. Ad oggi, le guardie particolari giurate che garantiscono la sicurezza di medici, infermieri e pazienti non hanno ancora percepito la retribuzione del mese di aprile. Un ritardo, l’ennesimo, che ha spinto il sindacato a rompere gli indugi dopo che un sollecito formale inviato all’azienda lo scorso 22 maggio è caduto nel vuoto.

«Si tratta dell’ennesima mancanza di rispetto verso lavoratori che garantiscono un servizio essenziale e delicatissimo», attacca Salvatore Scannavino, segretario generale aggiunto della Fisascat Cisl. Secondo quanto ricostruito dal sindacato nella nota inviata alla Prefettura, non si tratta affatto di un caso isolato. I disagi avrebbero una cadenza quasi sistematica fin dal subentro dell’azienda nell’appalto, avvenuto l’11 luglio dello scorso anno. Una situazione che costringe i dipendenti a una condizione di cronica precarietà economica, nonostante il senso di responsabilità dimostrato nel continuare a presidiare luoghi sensibili come i pronto soccorso provinciali.

Vengono denunciati turni gravosi che raggiungono le 12 ore consecutive, mettendo a dura prova la lucidità e la sicurezza delle stesse guardie. Inoltre, il sindacato solleva il caso della mancata attivazione della postazione di vigilanza presso l’ospedale “Giovanni Paolo II” di Ragusa, un presidio che era invece espressamente previsto nel capitolato d’appalto. Il sindacato ha chiesto al Prefetto di Ragusa la convocazione urgente di un tavolo di confronto. All’incontro si chiede la partecipazione non solo dell’azienda, ma anche della stessa Asp 7 in qualità di stazione appaltante, chiamata a verificare il rispetto dei contratti e la dignità di chi lavora per conto della sanità pubblica.