Attualità

Palermo capitale italiana dello smog

A dirlo è il nuovo rapporto di Legambiente, “Mal’Aria di città 2026”

di Piero Messina -

A Palermo lo smog non arretra. Mentre in molte città italiane l’aria migliora, nel capoluogo siciliano si continua a respirare male. E non è solo una sensazione: Palermo è oggi la città più inquinata d’Italia per le polveri sottili.

A dirlo è il nuovo rapporto di Legambiente, “Mal’Aria di città 2026”, che fotografa la qualità dell’aria nei capoluoghi italiani nel 2025. Un report che segnala un calo generale dello smog nel Paese, ma che inchioda Palermo in cima alla classifica dei superamenti dei limiti di PM10. Nel 2025 sono state 13 le città italiane oltre i limiti giornalieri di polveri sottili — 50 microgrammi per metro cubo per più di 35 giorni l’anno — in netto calo rispetto alle 25 del 2024.

Ma Palermo resta un’eccezione negativa: nessun’altra città ha registrato così tanti sforamenti. Subito dopo compaiono Milano, Napoli e Ragusa, ma è il capoluogo siciliano a segnare il dato peggiore. Le cause sono ormai note e strutturali: traffico urbano soffocante, un parco auto tra i più vecchi d’Italia, trasporto pubblico insufficiente, poche infrastrutture sostenibili. A questo si aggiungono le condizioni climatiche che favoriscono il ristagno degli inquinanti e una transizione energetica che procede a rilento.

Il quadro diventa ancora più allarmante se si guarda al futuro. Se i nuovi limiti europei, più severi, fossero già in vigore oggi, Palermo sarebbe ampiamente fuori norma, insieme a oltre la metà delle città italiane per il PM10 e a quasi tre quarti per il PM2.5.  Per Palermo non è solo una questione ambientale. È una questione di salute pubblica, di qualità della vita, di futuro. Perché in una città che prova a rilanciarsi, continuare a respirare smog resta una sconfitta quotidiana.