Agrigento
Presentato “Rosario va in pensione” di Gianni Caria
Un atto unico, scritto da Gianni Caria, Procuratore della Repubblica di Sassari e magistrato ad Agrigento all'epoca dell'omicidio del Beato Livatino
Il magistrato Rosario Livatino fu assassinato il 21 settembre 1990, a pochi giorni dal suo 38° compleanno, mentre percorreva la strada tra Canicattì e Agrigento, dove esercitava come magistrato. Gli assassini, tutti membri della Stidda, furono identificati e condannati.
Conosciuto come il «giudice ragazzino», un soprannome derivato da un’infelice dichiarazione dell’allora Presidente Cossiga, Livatino è stato dichiarato beato nel 2021, e la camicia indossata al momento della sua morte è diventata una reliquia. Gianni Caria, Procuratore della Repubblica di Sassari e, magistrato ad Agrigento all’epoca dell’omicidio, immagina in un’opera teatrale titolata “Rosario va in pensione”, che Livatino sia sopravvissuto, si sia sposato e abbia vissuto a Roma fino alla pensione.
L’atto unico, esplora temi come l’eroismo, il pentimento, la giovinezza perduta e l’ingiustizia di non aver conosciuto l’amore.
Il volume è stato presentato dal nell’aula intitolata al beato Livatino, presso il tribunale di Agrigento, alla presenza delle autorità civili e militari , moderato dall’ex magistrato Salvatore Cardinale Il volume include un monologo interpretato da Giulio Scarpati durante l’evento “Pensieri e parole” all’Asinara nell’agosto 2024, arricchendo ulteriormente la riflessione su questa figura straordinaria.