Sanità

Pronto soccorso sempre più in affanno: nel 2026 mancheranno i medici

Se non arriveranno interventi strutturali, i Pronto soccorso saranno costretti anche nel 2026 a ricorrere a misure provvisorie

di Sergio Randazzo -

Il nuovo anno non porterà sollievo ai reparti di emergenza italiani. A partire da gennaio 2026, la maggior parte dei Pronto soccorso del Paese si troverà con un numero di medici ben al di sotto delle necessità, con il rischio di rendere ancora più difficile la gestione delle cure urgenti e dell’afflusso quotidiano di pazienti.

È quanto emerge da una nuova indagine realizzata dalla Società Italiana di Medicina d’Emergenza Urgenza (Simeu), diffusa in occasione dell’Accademia dei Direttori 2025. Il sondaggio ha coinvolto circa 50 strutture del Servizio sanitario nazionale, pari al 12% dei Pronto soccorso italiani e con oltre 2,3 milioni di accessi registrati nel 2024.

Secondo i dati raccolti, il 26% dei Pronto soccorso avrà nel 2026 meno della metà dei medici previsti in organico. Il 39% potrà contare su una dotazione compresa tra il 50% e il 75%. Solo il 31% delle strutture raggiungerà una copertura maggiore del 75%, mentre la situazione in cui l’organico risulta completo resta una rarità.

Simeu sottolinea che questa fotografia potrebbe addirittura peggiorare nei prossimi mesi: a rischio ci sono infatti la scadenza dei contratti stipulati durante la pandemia e l’eventuale interruzione di alcuni servizi forniti tramite società esterne.

“Il 69% dei Pronto soccorso prevede per gennaio una copertura organica inferiore al 75%, e quasi uno su tre resterà sotto il 50%”, spiega il presidente nazionale Simeu, Alessandro Riccardi. I numeri mostrano un leggero miglioramento rispetto agli anni passati, ma la situazione resta gravemente compromessa.

La carenza di personale medico continua infatti a rappresentare il nodo irrisolto dell’emergenza urgenza, con conseguenze dirette su tempi di attesa, condizioni di lavoro e qualità dell’assistenza garantita ai cittadini.

Se non arriveranno interventi strutturali, i Pronto soccorso saranno costretti anche nel 2026 a ricorrere a misure provvisorie: straordinari, turni aggiuntivi e reclutamento di professionisti tramite contratti esterni al Servizio sanitario nazionale.