Notizie

Prove di pace con Ryanair, ma resta il nodo del 2023

Si riapre il confronto tra Ryanair e le istituzioni del territorio per il futuro dell’aeroporto di Comiso; ieri, nella sede dell’ex Provincia di Ragusa, si è tenuto un incontro tra la compagnia aerea e il Libero Consorzio. Ryanair non chiude al ritorno, ma pone condizioni precise

di Chiara Scucces -

Dopo mesi di silenzio e polemiche, si è tenuto ieri, nella sede dell’ex Provincia di Ragusa, un incontro riservato tra rappresentanti del Libero Consorzio e della compagnia Ryanair. Obiettivo: capire se e come riaprire il dialogo per riportare la compagnia irlandese all’aeroporto di Comiso, da cui è uscita bruscamente nel 2023. Ryanair decise l’addio allo scalo di Comiso “da un giorno all’altro”, come ha ricordato il sindaco di Ragusa Peppe Cassì, presente all’incontro. Una decisione che, secondo la compagnia, sarebbe stata legata alla rottura dell’accordo commerciale con SAC, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso, proprio alla vigilia della firma. Un accordo, quello del 2023, mai reso pubblico nei suoi dettagli. “A detta di Ryanair, ha dichiarato Cassì in una nota ufficiale, bisogna tornare a quell’accordo del 2023, saltato per cause mai chiarite. Ci sono versioni diverse, se non opposte, sulle responsabilità. Ma Ryanair non chiude la porta: si dice interessata a tornare, a patto di riprendere quel piano. Perché non è mai stato reso pubblico? Perché solo Comiso ha pagato il prezzo della rottura?” I dettagli di quell’intesa restano ancora riservati: né Ryanair né SAC li hanno finora resi pubblici: forse il piano prevedeva contributi pubblici o incentivi per nuove rotte da e per Comiso? Di certo qualcosa si è inceppato, e da allora i rapporti si sono congelati. Stando a quanto emerso, le istituzioni locali non sembrano allineate nemmeno nella lettura dell’incontro. La presidente del Libero Consorzio provinciale  Maria Rita Schembari, incontrata questa mattina nei corridoi dell’ASP, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali; quello che è certo è che serve ancora un confronto, anche con SAC per fare luce sul perché l’accordo sia saltato. SAC il cui rinnovo del CdA resta ancora congelato, in attesa di nomine che si rincorrono da questa estate. Un altro segnale di instabilità politica e gestionale che coinvolge lo scalo di Comiso. Nel frattempo, in Provincia si lavora su più fronti: nuove rotte con altri vettori, linee di continuità territoriale, ipotesi di privatizzazione dello scalo. Ma resta chiaro che senza Ryanair, che garantiva volumi e visibilità, Comiso fatica a decollare davvero.