Cronaca

Ragusa e Vittoria: minore nelle serre e minacce digitali

La cronaca con due episodi distinti che riportano l’attenzione sulla violenza di genere: una ragazzina costretta dal padre a lavorare nelle serre e una donna perseguitata per mesi dall’ex compagno. Entrambi gli uomini sono stati sottoposti al divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico

di Chiara Scucces -

Due distinti interventi nelle città di Ragusa e Vittoria riportano al centro dell’attenzione un tema drammaticamente attuale: la violenza domestica e di genere, che continua a colpire soprattutto donne e minori . A Ragusa la vicenda più delicata riguarda una ragazzina, una minorenne, che ha avuto il coraggio di denunciare il proprio padre. Secondo le indagini, la giovane avrebbe subito percosse ripetute, senza alcuna giustificazione, e sarebbe stata privata dei diritti fondamentali: non frequentava la scuola, non poteva accedere a cure mediche nemmeno in caso di infortuni e veniva costretta a lavorare nelle serre, fianco a fianco con il genitore. Un isolamento totale, che la separava dai suoi coetanei, dalla possibilità di studiare, di curarsi, di crescere come una normale adolescente. Una condizione di dipendenza assoluta che rende ancora più evidente la vulnerabilità delle vittime quando la violenza arriva dall’interno della famiglia. La ragazzina è stata immediatamente messa in protezione in una comunità, con divieto assoluto di qualsiasi contatto con il padre o i parenti. L’uomo, un 42enne tunisino, è sottoposto al divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico. A Vittoria, un’altra donna ha trovato la forza di denunciare l’ex compagno. Per mesi sarebbe stata bersaglio di atti persecutori: messaggi continui, minacce di morte inviate persino tramite storie WhatsApp, una pressione psicologica costante nata da una gelosia morbosa. Nonostante un precedente ammonimento, l’uomo avrebbe continuato a perseguitarla, alimentando nella vittima ansia, paura e la sensazione di non essere mai realmente al sicuro. Anche in questo caso l’uomo, un 45enne vittoriese, è stato sottoposto al divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico. Storie diverse, età diverse, contesti diversi. Ma lo stesso denominatore comune: donne e ragazze costrette a vivere nella paura, nella dipendenza e nel silenzio. La vicenda della minorenne di Ragusa e quella della donna di Vittoria raccontano la stessa ferita sociale: la violenza che nasce dentro le mura domestiche; chiedere aiuto è il primo passo per uscire da qualsiasi situazione di violenza o persecuzione