Trapani
Referti istologici in ritardo, perizia dura sulla sanità
Fino a otto mesi di ritardo
Un quadro definito critico quello che emerge dalla perizia depositata nell’incidente probatorio sullo scandalo dei referti istologici dell’Asp di Trapani. Oltre 500 pagine nelle quali i consulenti nominati dal gip descrivono un sistema sanitario caratterizzato da gravi disfunzioni nei processi di monitoraggio, comunicazione e presa in carico dei pazienti. L’indagine riguarda circa 3 mila referti istologici consegnati con ritardi anche superiori agli otto mesi, con conseguenze significative sulla tempestività delle diagnosi e sull’accesso alle cure.
Il gip ha dichiarato concluso l’incidente probatorio richiesto dalla Procura di Trapani nell’ambito dell’inchiesta che vede indagati 19 tra medici, infermieri e operatori sanitari degli ospedali di Trapani e Castelvetrano. L’indagine è nata dopo la denuncia di una docente di Mazara del Vallo, divenuta il simbolo del caso, che ha atteso otto mesi per conoscere l’esito del proprio esame istologico prima del decesso, avvenuto lo scorso ottobre.
Secondo i consulenti, il sistema presenterebbe una “mancanza di monitoraggio efficace” sullo stato dei campioni e dei referti, con situazioni in cui i pazienti sarebbero stati privati del diritto all’informazione sul proprio stato di salute.
La relazione evidenzia inoltre che le criticità non sarebbero limitate ai laboratori di anatomia patologica, ma coinvolgerebbero anche i reparti ospedalieri, che in più casi non avrebbero attivato controlli e solleciti adeguati.
Dalla perizia emerge anche una scarsa coordinazione tra reparti e servizi di anatomia patologica, con ritardi accumulati nel tempo e l’assenza di strumenti in grado di intercettare tempestivamente le anomalie prima che diventassero emergenza.
Nei prossimi giorni il gip trasmetterà gli atti alla Procura, che dovrà valutare le conclusioni dei consulenti e decidere eventuali richieste di archiviazione o ulteriori sviluppi investigativi.