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Retribuzione non dignitosa, fenomeno in aumento

È quanto emerge dalla relazione dell’Osservatorio della CGIL Ragusa sul part-time nel 2025

di valentina di rosa -

In provincia di Ragusa aumentano le assunzioni ma spesso la retribuzione non è dignitosa. L’inquietante quadro emerge dalla relazione dell’Osservatorio della CGIL Ragusa sul part-time nel 2025. Quasi un contratto su dieci è un mini part-time. Il 39,32% del totale delle assunzioni prevede il part time. Il settore che ricorre maggiormente al part-time è quello dei Servizi alle imprese, che concentra oltre la metà di tutte le assunzioni part-time seguito da Alberghi e Ristorazione, Commercio, Industria e Trasporti e Comunicazione.

Nella maggior parte dei comparti oltre il 60% dei rapporti part-time non superi le 20 ore settimanali, mentre desta particolare preoccupazione il fenomeno dei contratti tra una e dieci ore settimanali, definito nello studio come “part-time ridotto”, particolarmente diffuso nei Servizi alle imprese. Ancora più allarmante è il dato relativo ai cosiddetti mini part-time, ovvero rapporti di lavoro pari o inferiori a un’ora al giorno.

Secondo la Cgil  questa tipologia contrattuale rischia di alimentare precarietà e frammentazione del lavoro, con lavoratori che spesso percepiscono retribuzioni nette inferiori ai 600 euro mensili, insufficienti persino a coprire i costi della mobilità, peggiorata dalla carenza di trasporti pubblici.

Sebbene la maggioranza delle assunzioni avvenga con Contratti collettivi nazionali , permane una quota significativa di contratti “pirata”. La situazione appare particolarmente critica nel commercio.

La Cgil torna allora a ribadire l’importanza di strumenti normativi capaci di garantire una soglia minima di retribuzione e un monte ore minimo settimanale indipendentemente dal settore con l’introduzione di un minimale contributivo.

“I numeri dimostrano che il problema non è soltanto creare occupazione, ma creare occupazione di qualità”, evidenzia il segretario provinciale CGIL Ragusa, Giuseppe Roccuzzo. “Dietro molti contratti part-time si nasconde un fenomeno di precarizzazione che produce lavoratori poveri. È una questione sociale che richiede risposte legislative e contrattuali efficaci”.