Cronaca

Riaperte le indagini sulla morte di Aurora Maniscalco

La giovane nella notte tra il 21 e il 22 giugno scorsi è morta dopo essere precipitata dal terzo piano di un appartamento

di Redazione -

Una nuova speranza di verità per la famiglia di Aurora Maniscalco, la 24enne palermitana morta a Vienna nella notte tra il 21 e il 22 giugno, dopo essere precipitata dal terzo piano dell’appartamento in cui viveva con il fidanzato Elio Bargione. Le autorità austriache hanno deciso di riaprire le indagini per chiarire le circostanze della tragedia che, sin dal primo momento, ha destato forti sospetti.

Sui muri del palazzo di Universumstrasse, dove la giovane è caduta, qualcuno ha scritto con la vernice rossa: “Stop Femizide”, stop femminicidio. Un grido che risuona anche nelle parole della madre, Giada Cucina, che all’ANSA racconta il proprio dolore: “Ho sempre cercato di dire a mia figlia che Elio era una persona pericolosa, ma lei non voleva ascoltarmi. Mi diceva che non era violento, ma io non mi fidavo. Aveva lividi, segni strani: diceva che stavano giocando, ma io non le ho mai creduto”.

Anche la zia, Ninfa Maniscalco, chiede chiarezza: “Sono passati quattro mesi e non sappiamo ancora cosa sia successo davvero. Elio ci ha detto che lei avrebbe tentato di buttarsi e che l’ha fermata più volte. Ma perché ha chiamato la famiglia solo dieci ore dopo? Noi siamo convinti che lui abbia delle responsabilità”. La famiglia di Aurora, distrutta dal dolore, attende ora che la giustizia austriaca faccia piena luce sulla vicenda, per dare finalmente un nome e un senso alla verità dietro la morte della giovane palermitana.