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Rider, Nidil Cgil: “Glovo taglia ancora le tariffe, compensi fino a 1,90 euro a consegna”
Le tariffe, si legge in una nota, sarebbero comprese tra 1,90 e 2,60 euro a consegna
Nuova denuncia della Nidil Cgil contro il sistema di compensi dei rider della piattaforma Glovo. Il sindacato parla di una “condotta inaccettabile”, sostenendo che l’azienda avrebbe ulteriormente ridotto le tariffe per le consegne nonostante la misura di controllo giudiziario disposta un mese fa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano nell’ambito di un procedimento per sfruttamento del lavoro.
Tariffe ridotte e compensi minimi
Secondo quanto riferito dal sindacato, le segnalazioni raccolte direttamente da rider attivi in diverse città italiane indicherebbero una nuova riduzione dei compensi riconosciuti per le consegne. Le tariffe, si legge in una nota, sarebbero comprese tra 1,90 e 2,60 euro a consegna. Cifre che, secondo Nidil Cgil, risultano insufficienti a garantire un reddito dignitoso. Una situazione ritenuta ancora più grave alla luce del fatto che Foodinho S.r.l., società che gestisce il marchio Glovo nel Paese, è attualmente sottoposta a controllo giudiziario disposto dalla Procura di Milano nell’ambito di un procedimento penale per caporalato e sfruttamento del lavoro.
Le criticità nel calcolo delle distanze
Il sindacato segnala inoltre criticità nel sistema di calcolo delle tariffe. Le distanze indicate nell’applicazione della piattaforma, utilizzate come parametro per determinare il compenso, non corrisponderebbero infatti ai chilometri effettivamente percorsi dai rider per completare la consegna. Secondo Nidil Cgil, i percorsi reali – condizionati dalla viabilità urbana, dalla conformazione del territorio e dalle indicazioni dell’algoritmo – risultano spesso più lunghi rispetto a quelli presi in considerazione per il pagamento. Il risultato sarebbe quindi un compenso già basso ulteriormente ridotto rispetto al lavoro effettivamente svolto.
L’appello al Tribunale di Milano
Il sindacato ha quindi chiesto un intervento immediato da parte dell’amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Milano. “Chiediamo all’amministratore giudiziario di valutare con la massima urgenza la compatibilità delle nuove tariffe con i propri obblighi di vigilanza”, ha dichiarato la segretaria nazionale della Nidil, Roberta Turi.