Attualità
Salvini assolto, adesso la riforma della Giustizia
Dopo quattro anni di processo si chiude la vicenda Open Arms. Salvini: “difendere la patria non è un reato”. Il giorno dopo i commenti della politica promettono una battaglia prossima ventura sulla riforma della Giustizia che si inizierà a discutere dopo la pausa natalizia
Il Capitano è stato assolto perché il fatto non sussiste. Dopo otto ore di camera di consiglio i giudici della seconda sezione del Tribunale di Palermo chiudono il processo a carico di Matteo Salvini con una sentenza che cancella le ipotesi di reato contestate dai magistrati, sequestro di persona e rifiuto d’atti d’ufficio per la vicenda della nave Open Arms a cui, ad agosto del 2019, fu impedito da Salvini, allora a capo del Viminale, l’ingresso nelle acque italiane e lo sbarco di 147 migranti soccorsi in mare.
“Difendere la patria non è reato e chi pensava di usare i migranti per fare politica ha perso”, è stato il commento a caldo del vicepremier. E’ quasi un replay di quanto accaduto a Catania nel 2021 con la vicenda della Nave Gregoretti. Allora, però, il giudice per le indagini preliminari chiuse il processo prima del dibattimento, dichiarando il non luogo a procedere.
La procura di Palermo aveva chiesto la condanna a sei anni di carcere per Salvini. Adesso, dopo tre anni di dibattimento, che diventano quattro contando la fase preliminare, anche questo procedimento a carico del leader della Lega va in archivio. In attesa di leggere le motivazioni della sentenza il clima politico si surriscalda….
Dagli stati Uniti Salvini riceve l’endorsment di Elon Musk. Il tycoon che farà parte dell’amministrazione guidata da Donald Trump festeggia la vittoria di Salvini sulla piattaforma X e si chiede se magari, dopo questo epilogo, Salvini non debba possa tornare alla guida del Viminale.
I commenti della politica promettono una battaglia prossima ventura sulla riforma della Giustizia che si inizierà a discutere dopo la pausa natalizia. E se la premier Giorgia Meloni parla di “accuse infondate” contro Salvini, vanno lette in filigrana le dichiarazioni del Guardasigilli.
Carlo Nordio, Ministro di Grazia e Giustizia, dopo aver reso “onore ai magistrati coraggiosi”, sottolinea come questo processo non si sarebbe nemmeno dovuto iniziare. Nel mirino la decisione del tribunale dei Ministri che autorizzò il processo a carico di Salvini. Infine, sempre Nordio sottolinea che contro questi processi a suo modo di vedere basati sul nulla, è “necessaria una riflessione sul sistema giudiziario imperfetto”. Insomma, l’idea di separare le carriere in magistratura è il convitato di pietra allegato alla sentenza che ha assolto Matteo Salvini.