Attualità

Sant’Anna, la Chiesa dimenticata da 10 anni

Dieci anni di attesa e promesse svanite nel nulla. A Modica, al quartiere Dente, la Parrocchia di Sant'Anna è al collasso

di Pinella Rendo -

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La pazienza di un pastore e l’urgenza di una comunità che chiede solo un luogo sicuro dove poter pregare, crescere e stare insieme. Siamo a Modica nella Parrocchia di Sant’Anna al quartiere Dente

Da qualche anno alla guida c’è lui, Don Crescenzio Mucia, 37 anni, arrivato da Pozzallo. Con la sua energia contagiosa, in pochissimo tempo ha trasformato la parrocchia in una vera e propria famiglia allargata: bambini che giocano, famiglie, professionisti, commercianti, casalinghe, operai e contadini che animano un fermento unico nella storia del quartiere.

Ma c’è un problema insostenibile: la struttura attuale è troppo piccola e non riesce più a contenere tutti i fedeli. La soluzione sembrava a portata di mano: riaprire la storica chiesa, dimenticata e chiusa da ben dieci anni. I lavori, dopo l’ennesimo annuncio e promesse perentorie, erano anche ripartiti, salvo poi sprofondare di nuovo nel pantano e nell’oblio.

Diversi i parrocchiani nelle pagine social denunciano la situazione diventata insostenibile a difesa di una comunità vivace che vuole solo una cosa: il ripristino della Chiesa. Tra i tanti post ne abbiamo scelto uno, quello del prof. Giovanni Rosa. ‘Lui non dorme la notte, non si dà riposo, scrive il parrocchiano, palando di Don Crescenzio.  ‘Nell’omelia ha dichiarato ai fedeli che è sua intenzione arroccarsi nel cantiere della chiesa e iniziare lo sciopero della fame. Si è già asciugato abbastanza in due anni di attività pastorale frenetica. Lo perderemmo!’, scrive ancora Giovanni Rosa.

Un grido d’allarme che non può restare inascoltato. Intanto stasera si riunisce in convocazione straordinaria il Consiglio Pastorale Parrocchiale, proprio per affrontare la grave e insostenibile situazione del Cantiere Chiesa Parrocchiale, ancora chiuso e senza notizie. La scrivente, parrocchiana di Sant’Anna, affida il suo appello alle istituzioni e chi di competenza affinchè si sveglino dal torpore, restituiscano la chiesa alla comunità e al giovane  parroco che sta portando avanti una battaglia vissuta fino allo sfinimento.