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Schifani punta al rimpasto, in dubbio la presenza della DC
Rinviato il vertice di maggioranza. Si pensa a una giunta politica per il fine legislatura. E intanto all’Ars si comincia a lavorare alla riforma degli Enti locali
Ci sarà ancora da aspettare per il rimpasto della giunta regionale
Il vertice di maggioranza invocato a gran voce da Fratelli d’Italia resta, per ora, un miraggio. Le lancette della politica siciliana girano lente, mentre il tempo della legislatura corre veloce verso il rush finale.
Per parlare davvero di giunta, di nomi, di poltrone e di equilibri, i tempi – dicono da Palazzo – non sono ancora maturi. Il Presidente della Regione frena. Osserva. Attende. Perché sul tavolo non c’è solo la politica, ma gli eventi giudiziari che incombono.
Pesano le udienze preliminari che riguardano l’assessore Elvira Amata e il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, ma soprattutto le tensioni interne alla Democrazia Cristiana, per la quale al momento non ci sono le condizioni di un rientro in giunta.
Le ipotesi di rimpasto restano sullo sfondo: possibile un intervento “chirurgico” ma ampio, fino a metà giunta, con quattro-sei assessori potenzialmente coinvolti. Fratelli d’Italia spinge per cambiamenti, Forza Italia per una giunta tutta politica nel finale di legislatura. A saltare potrebbe essere i componenti tecnici della giunta – Alessandro Dagnino – responsabile del bilancio già finito nel mirino durante l’esame della Finanziaria e Daniela Faraoni, l’assessore alla Salute.
Si continua a trattare e la visita del plenipotenziario azzurro Antonio Tajani a Palermo servirà anche a fare chiarezza sugli equilibri interni a Forza Italia e sul rapporto con gli alleati.
Intanto l’Ars torna in aula per discutere la riforma degli Enti locali, un tema cruciale in vista delle amministrative 2026 che coinvolgeranno 65 comuni e oltre 700 mila elettori. Proprio su questa riforma – e sui tempi della sua entrata in vigore – si giocherà uno dei primi veri banchi di prova del prossimo vertice di maggioranza.