Attualità
Schifani rinvia il rimpasto, Lombardo all’attacco
Totò Cuffaro rivendica un posto da assessore ma resta divisa sui nomi
“Il rimpasto può attendere: in Sicilia la priorità resta tenere insieme la maggioranza.” Il presidente della Regione, Renato Schifani, fa un passo indietro rispetto all’ultimatum dei giorni scorsi e sceglie la strada del confronto.
Dopo le aperture arrivate da Fratelli d’Italia, con il commissario Luca Sbardella che ha invitato alla cautela sui tempi, il governatore rinvia le decisioni sulle deleghe a Famiglia ed Enti locali, evitando uno strappo con gli alleati, in particolare FdI e Forza Italia. Di sicuro finisce in soffitta la questione morale. I due assessori sotto processo – Elvira Amata e Luca Sammartino – non verranno sostituiti.
Ma se un nodo sembra sciogliersi, un altro subito si presenta. È la tela di Penelope della politica siciliana: si cuce di giorno e si disfa di notte. Gli autonomisti guidati da Raffaele Lombardo alzano infatti la pressione e non escludono la rottura. Il ritorno all’Ars di Giuseppe Castiglione rafforza il gruppo, che torna a sei deputati e ora chiede risposte rapide. Una seconda poltrona da assessore.
Resta poi aperto il fronte della Dc di Totò Cuffaro, che rivendica almeno un posto da assessore ma resta divisa sui nomi. Tra veti incrociati e manovre politiche, prende quota l’ipotesi di indicare profili femminili per sbloccare l’impasse. E in questo caso, le ipotesi sono due: o far entrare in giunta il presidente del partito Laura Abbadessa o celebrare il ritorno in giunta di Nuccia Albano.