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Scicli, Bruno Mirabella si dimette da consigliere
Stanco dell'amministrazione Marino
“Stufo di avere a che fare con l’amministrazione Marino”. Con queste premesse il consigliere comunale Bruno Mirabella ha protocollato le proprie dimissioni, formalizzando l’addio allo scranno dell’opposizione. Un passo indietro che non rappresenta una resa, bensì, come sottolinea lo stesso protagonista, un forte atto di protesta contro il metodo di governo del sindaco Mario Marino e della sua giunta.
Al centro della decisione vi è il progressivo svuotamento del ruolo del Consiglio comunale, accusato di essere ridotto a un mero organo di ratifica, unito a una gestione della cosa pubblica definita approssimativa e priva di programmazione. Tra i detonatori della crisi spicca il recente e duro scontro sulla mancata approvazione del documento preliminare del Piano Urbanistico Generale (PUG), i cui contraccolpi politici continuano a scuotere Palazzo di Città.
Mirabella lascia anche il movimento Scicli Bene in Comune, un divorzio sofferto e frenato invano da una parte della base che ha cercato di trattenerlo, forte della sua lunga esperienza come consigliere, assessore e vicesindaco. L’ormai ex consigliere non abbandona tuttavia l’impegno civico: è infatti in procinto di aderire a un nuovo progetto politico di ampio respiro per costruire un’alternativa concreta all’attuale amministrazione. Il seggio spetterà in prima battuta a Francesca Schirò o, in caso di rinuncia, a Peppe Zisa. Ed intanto Forza Italia sulla questione relativa alla mancata approvazione del preliminare del PUG ha voluto precisare alcuni aspetti della bocciatura in Consiglio dell’importante punto. “Sul tema del PUG- si legge nella nota di Forza Italia- è necessario ristabilire la corretta lettura dei fatti. Il Piano Urbanistico Generale rappresenta uno strumento fondamentale per lo sviluppo futuro della nostra comunità e proprio per questo avrebbe meritato un confronto responsabile, libero da logiche di contrapposizione politica. Il PUG non appartiene a una maggioranza o a un partito: appartiene alla città”