Attualità

Sciopero marittimi dello Stretto

Sciopero dei lavoratori BluJet nello Stretto di Messina. Cancellate molte corse e disagi per i pendolari. I sindacati denunciano salari bassi e contratti precari e chiedono un accordo unico e condizioni di lavoro più eque.

di tcf -

Sciopero e disagi nello Stretto di Messina, saltata quasi la metà dei collegamenti veloci tra Messina e Villa San Giovanni durante le otto ore di protesta indette dai sindacati dei trasporti. Delle 14 corse previste, molte non sono state effettuate, con pesanti ripercussioni sui pendolari e sui viaggiatori diretti verso il Nord Italia.

Al centro della mobilitazione, promossa da Filt-Cgil e Uil Trasporti, ci sono le condizioni di lavoro dei marittimi di BluJet, società del gruppo Ferrovie dello Stato. I sindacati denunciano il mancato rinnovo del contratto di secondo livello per oltre 100 lavoratori e una marcata disparità salariale rispetto ad altri operatori dello Stretto, a parità di mansioni. Altro nodo critico riguarda la precarietà contrattuale. Solo il 20% dei dipendenti ha un contratto stabile su 12 mesi, mentre il 60% lavora per appena otto mesi l’anno. Una ventina di lavoratori, infine, è impiegata con contratti di soli 78 giorni, rinnovabili. Una situazione che, secondo i sindacati, alimenta insicurezza e discontinuità occupazionale.

La protesta si è conclusa con una manifestazione in piazza Stazione, dove è stato ribadito il diritto alla continuità territoriale tra le due sponde dello Stretto. I sindacati chiedono un contratto unico che elimini le disparità e garantisca condizioni più eque, oltre a interventi concreti per migliorare infrastrutture e servizi.