Messina
Scontri Iran, vittima studente universitario
Ieri il corteo dei tanti ragazzi iraniani presenti in città, che hanno sottolineato ancora una volta la necessità di rompere il silenzio su quanto sta accadendo nel loro paese
Dolore e tristezza attraversano l’Università di Messina che piange la scomparsa di Yasin Mirzaei. Lo studente di etnia curda aveva frequentato l’Ateneo peloritano nei mesi scorsi, ed è rimasto vittima degli scontri in Iran avvenuti durante la repressione delle proteste popolari.
A darne notizia è stata l’UDU – Unione degli Universitari che ha denunciato la crudeltà a cui è andato incontro lo studente, che sarebbe stato raggiunto da 18 proiettili. Un episodio che ieri ha portato ancora una volta in piazza i tanti ragazzi iraniani che vivono e studiano a Messina. Un corteo in cui i giovani hanno sottolineato ulteriormente la necessità di mettere in luce quanto sta accadendo in Iran, dove il popolo viene privato di diritti fondamentali.
Una situazione sempre più drammatica per gli studenti iscritti a Messina che hanno evidenziato le difficoltà nel mettersi in contatto con i propri familiari in Iran; e la costante paura di non vedere più qualcuno di loro. Tra i momenti più significativi l’arrivo in galleria Vittorio Emanuele, dove è stata bruciata un’immagine di Khamenei ed è stato ricordato Yasin Mirzaei. Un ragazzo che i suoi colleghi definiscono come una presenza viva e integrata.
Un ragazzo solare, animato da grandi sogni e dal «coraggio di credere in un futuro migliore». Secondo le ricostruzioni diffuse dalle organizzazioni per i diritti umani, l’uccisione è avvenuta la sera dell’8 gennaio nel quartiere Dareh Deraz di Kermanshah, nell’Iran occidentale. Yasin sarebbe rimasto vittima dei colpi d’arma da fuoco esplosi dalle forze del Corpo Nabi Akram dei Guardiani della Rivoluzione Islamica. Tutta Unime ha espresso profondo cordoglio e solidarietà alla comunità iraniana per la morte di Yasin, mentre l’imperativo degli studenti è far sì che il suo nome non cada nell’oblio.