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Scoperta la “sentinella” che salva il lago di Pergusa

Una ricerca europea svela la sentinella verde che salva il Lago di Pergusa dal clima

di sicilia new media -

Per capire lo stato di salute del Lago di Pergusa non basta guardare il livello delle sue acque. Bisogna andare sul fondo, dove la vita microscopica racconta una storia di resistenza ai cambiamenti climatici. Lo conferma l’ultimo studio internazionale del progetto Biodiversa+, che ha messo sotto la lente d’ingrandimento la Chara canescens, un’alga verde tipica delle acque salmastre e vera e propria sentinella della biodiversità.

A studiarla, un pool di scienziati provenienti da università italiane, spagnole, tedesche e austriache, coordinati per l’Italia dall’Università di Palermo.

Segnalata a Pergusa per la prima volta nel 1905, questa alga produce ossigeno e biomassa, elementi vitali per l’intero ecosistema. Ma la vera sorpresa emersa dai laboratori riguarda la sua riproduzione. Attualmente, la popolazione del lago è composta esclusivamente da femmine. Significa che l’alga sta sopravvivendo riproducendosi per partenogenesi, cioè senza bisogno di fecondazione.

Un dato che gli scienziati leggono come un successo: nonostante la crisi climatica, l’urbanizzazione e le alterazioni del lago, questa specie resiste.

I risultati finali della ricerca scientifica verranno presentati in autunno in due prestigiosi convegni internazionali a Rostock, in Germania, e a Vienna. Sul palco, insieme agli scienziati, ci saranno anche il Libero Consorzio Comunale di Enna – ente gestore della riserva – e il Geopark Rocca di Cerere, a testimonianza di come il piccolo specchio d’acqua ennese continui ad essere un laboratorio a cielo aperto per il mondo intero.