Catania

Sequestrano cliente per provvigione non pagata, 2 arresti

Due promotori finanziari di Catania sono stati arrestati dai Carabinieri per avere sequestrato per una notte, picchiato e minacciato un cliente che non intendeva pagare una provvigione di 8 mila euro su un mutuo di 52 mila che la coppia gli avrebbe fatto ottenere

di Bruno Capanna -

Avrebbero sequestrato per una notte un cliente, picchiandolo e minacciandolo per costringerlo a pagare una provvigione. Sono stati i Carabinieri del Comando Provinciale di Catania, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale etneo su richiesta della Dda, ad arrestare due promotori finanziari catanesi.

Le indagini sono partite dalla denuncia della vittima, presentata presso i carabinieri di Camporotondo etneo a seguito del sequestro di persona subito nella notte tra il 13 e il 14 novembre scorso. Gli indagati, gestori di fatto di un’agenzia di mediazione finanziaria che secondo gli inquirenti lavorava in maniera fraudolenta, si sarebbero adoperati per fare ottenere alla vittima un mutuo di 52 mila euro per l’acquisto di un immobile. A fronte dell’intercessione illecita, la coppia avrebbe preteso il pagamento di una provvigione di 8 mila euro, pari a circa il 13% dell’importo finanziario. Le resistenze della vittima avrebbero convinto entrambi ad organizzare una violenta spedizione punitiva.

Avvicinato l’uomo, con il volto travisato ed armati di pistole, mentre si trovava nella propria autovettura, lo hanno percosso e sotto la minaccia delle armi lo hanno costretto a mettersi alla guida del mezzo ed a recarsi in un b&b, di pertinenza di uno dei due. Nel tragitto l’uomo è stato privato di telefonino e carta di credito. E’ rimasto nella struttura ricettiva fino alle 8 del mattino.

Poi gli indagati lo hanno condotto in un’altra agenzia di prestiti per costringerlo ad avanzare una richiesta di finanziamento di 15 mila euro, di cui 8 mila destinati proprio a saldare il debito estorsivo. Entrambi hanno anche tentato di appropriarsi di alcune autovetture di proprietà della vittima e dei suoi familiari ma anche fatto, durante il sequestro, esplicito riferimento alla presenza di uomini armati pronti a sparare in caso di fuga, oltre che al sostegno di esponenti della criminalità organizzata locale.

Contestualmente al sequestro è stata perquisita la sede dell’agenzia e di un’impresa edile di Misterbianco, utilizzata per fare emergere posizioni lavorative e reddituali fittizie al fine di ottenere finanziamenti bancari.