Palermo

Sequestrati 17 fossili importati illegalmente: saranno esposti al Museo Gemmellaro – VIDEO

I reperti sono stati individuati dai militari della compagnia Palermo Punta Raisi

di Sergio Randazzo -

Nell’ambito delle attività di contrasto al traffico illecito di beni culturali, i finanzieri del Comando provinciale di Palermo hanno sequestrato 17 reperti fossili acquistati e detenuti illegalmente. I materiali, di grande valore storico e scientifico, sono stati affidati in custodia giudiziale al Museo geologico G.G. Gemmellaro dell’Università di Palermo, dove saranno esposti al pubblico.

I controlli e il sequestro

I reperti sono stati individuati dai militari della compagnia Palermo Punta Raisi, che hanno intercettato alcune spedizioni provenienti dall’estero con caratteristiche sospette legate alle modalità di trasporto e alla documentazione. Una volta recuperati, i fossili sono stati sottoposti a perizia dai paleontologi del Sistema museale Gemmellaro, che ne hanno accertato autenticità, provenienza e valore scientifico.

I reperti recuperati

Il materiale sequestrato si distingue per varietà e rilevanza scientifica. Tra i reperti figurano:

  • quattro esemplari paleontologici del periodo Cretacico, riconducibili ai generi Edmontosaurus, Spinosaurus aegyptiacus, Triceratops e Hamadasuchus rebouli;
  • un artiglio di dinosauro risalente all’era mesozoica, di circa 66 milioni di anni;
  • undici fossili, tra cui due ammoniti (antichi molluschi marini estinti da oltre 50 milioni di anni), due fossili vegetali di tipo felce e sette denti appartenenti a specie animali vissute anche in Sicilia fino a circa 15 mila anni fa;
  • una trilobite dell’era paleozoica, del peso di circa 600 grammi.

Importazione senza autorizzazioni

I fossili, provenienti dalla Spagna, erano stati importati in Italia senza la documentazione prevista dalla normativa europea, che richiede una dichiarazione dell’importatore o una specifica licenza da presentare alle autorità doganali. Per questo motivo i reperti sono stati sequestrati nell’ambito delle indagini della Guardia di Finanza contro il traffico illegale di beni culturali.