Cronaca

Sequestro del minorenne a Vittoria: c’è un nuovo arresto

Nuova svolta giudiziaria sul rapimento del diciassettenne avvenuto a Vittoria nel settembre dello scorso anno. La Direzione distrettuale antimafia ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini, modificando i capi d'imputazione: resta l'accusa di sequestro di persona, ma cade l'aggravante del metodo mafioso. Nel frattempo, l'inchiesta registra un nuovo arresto

di Redazione -

Svolta giudiziaria e nuovo arresto nell’inchiesta sul rapimento del diciassettenne, avvenuto a Vittoria il 25 settembre 2025 e conclusosi il giorno successivo con il rilascio del minore senza il pagamento di alcun riscatto. Con l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, la Direzione distrettuale antimafia ha parzialmente ridefinito il quadro accusatorio: per gli indagati rimane l’accusa di sequestro di persona aggravato dalla minore età della vittima, ma cadono sia l’aggravante del metodo mafioso, sia l’ipotesi di favoreggiamento della latitanza di Gianfranco Stracquadaini. Quest’ultimo era sfuggito alla cattura dopo un tentato omicidio ed è ritenuto dagli inquirenti al vertice di una nuova compagine criminale.

Il nuovo sviluppo investigativo riguarda l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di una quarta persona ritenuta coinvolta nel sequestro. Si tratta del ventiduenne Gabriele Giunta, incastrato dai rilievi scientifici: il suo profilo genetico è stato infatti isolato grazie alle tracce di Dna rinvenute su un mozzicone di sigaretta lasciato all’interno del casolare in cui il diciassettenne era stato segregato. La Procura distrettuale aveva presentato ricorso in appello contro la mancata applicazione delle misure cautelari per due dei soggetti coinvolti, chiedendone la carcerazione. Lo scorso 4 giugno la Corte di Cassazione si è pronunciata, confermando la custodia in carcere per Giunta.

Al momento il fascicolo degli indagati conta cinque nomi: Gianfranco Stracquadaini, 50 anni (l’ex latitante già destinatario di un decreto di giudizio immediato per il tentato omicidio di un ex collaboratore di giustizia risalente all’aprile 2024), Stefano La Rocca, 23 anni, Giuseppe Cannizzo, 40 anni, e il ventiduenne Gabriele Giunta, per il quale si sono appena aperte le porte del carcere. Resta invece ancora sub iudice la posizione di un quinto indagato di 23 anni.

La complessa ricostruzione della dinamica del rapimento è stata effettuata dagli investigatori incrociando i dati del sistema antifurto satellitare di una delle vetture impiegate dal commando con l’analisi accurata dei filmati registrati dai circuiti di videosorveglianza, elementi che hanno permesso di mappare ogni fase del sequestro e identificare i presunti responsabili.