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Sicurezza Piazza Lo Sardo a Messina, chiesto presidio fisso
Tra risse, aggressioni e paura, piazza Lo Sardo torna al centro del dibattito. Dopo l’ennesimo episodio di violenza, cittadini e istituzioni chiedono un presidio fisso delle forze dell’ordine come unica risposta al degrado
A piazza Lo Sardo, storica piazza del Popolo, la riqualificazione non basta. Panchine nuove, alberi e telecamere non hanno cancellato risse, aggressioni e microcriminalità. Per amministratori e residenti, l’unica soluzione concreta è l’istituzione di un presidio fisso delle forze dell’ordine. La richiesta è stata ribadita con forza durante la seduta della VI Commissione consiliare, presieduta da Giuseppe Busà. Il presidente della IV Municipalità Matteo Grasso ha sottolineato che, nonostante i lavori di restyling, la piazza continua a vivere le stesse criticità di sempre. Una posizione condivisa dalla vicepresidente Debora Buda, che ha ricordato come da anni chieda senza sosta un presidio permanente. Secondo lei, non bastano né telecamere né controlli saporatici, la presenza costante di agenti rappresenta l’unico vero deterrente contro risse e aggressioni.
Buda ha spiegato che gli episodi di violenza sono ciclici e coinvolgono sempre le stesse persone, spesso ubriache o sotto effetto di sostanze. Per questo, ha insistito sulla necessità di due agenti fissi in servizio 24 ore su 24, valutando anche l’ipotesi di un presidio interforze con polizia e carabinieri. Dal comandante della polizia municipale Giovanni Giardina è arrivata una conferma.
Negli ultimi due mesi sono stati registrati una cinquantina di interventi, ma non è sufficiente. Attualmente si cerca di garantire una presenza maggiore, con pattuglie che transitano costantemente, ma il vero salto di qualità sarà possibile solo con l’arrivo dei 122 nuovi vigili urbani, che permetteranno di attivare turni appiedati e una copertura più stabile.
Al termine della seduta, la linea è sembrata condivisa. Piazza Lo Sardo necessita di un presidio fisso, unico strumento in grado di spezzare quel circolo vizioso che trasforma uno spazio riqualificato in teatro di degrado e paura.