Ragusa

Solidarietà a Schembari dopo gli insulti social: “Il confronto pubblico non può trasformarsi in odio”

Dopo le minacce e gli insulti ricevuti sui social dal sindaco di Comiso, Maria Rita Schembari, continuano ad arrivare attestati di vicinanza dal mondo politico e istituzionale

di Redazione Video Regione -

«Nel 2007 ho avuto la fortuna di assistere a una lectio magistralis del grande semiologo Umberto Eco all’Università di Reggio Calabria». Inizia così il messaggio di solidarietà rivolto al sindaco di Comiso, Maria Rita Schembari, finita nelle ultime ore al centro di pesanti attacchi sui social network legati alla crisi idrica che interessa il territorio.

Il riferimento è alle riflessioni che Eco aveva dedicato ai cambiamenti della comunicazione contemporanea e ai rischi connessi alla diffusione incontrollata di contenuti attraverso le piattaforme digitali. Un monito che, secondo l’autore del messaggio, oggi appare particolarmente attuale.

“Già allora, con la sua straordinaria lungimiranza, Eco metteva in guardia sui risvolti negativi di una comunicazione sempre più di massa. Aveva anticipato come i social network, se non governati dalla cultura del rispetto, avrebbero finito per dare voce e amplificare anche gli istinti più deteriori dell’essere umano”.

«Attacchi vergognosi da condannare»

Nel testo viene espressa piena vicinanza alla prima cittadina comisana, definita «amica» e destinataria di «parole irripetibili che non possono non essere condannate con fermezza».

La solidarietà si accompagna a una critica verso chi, sfruttando il malcontento generato dai disservizi, alimenterebbe tensioni e campagne di delegittimazione nei confronti degli amministratori pubblici. “Così come va condannato chi soffia sul fuoco di un disservizio, di un malcontento pur di screditare chi amministra”, si legge nel messaggio.

Il ruolo dei sindaci e il clima del dibattito pubblico

Ampio spazio viene dedicato anche alle difficoltà che oggi affrontano i sindaci, spesso chiamati a gestire emergenze e criticità diventando il principale punto di riferimento per i cittadini. “Fare il sindaco oggi significa essere costantemente in prima linea, il primo punto di riferimento per i cittadini e spesso l’unico. Ma purtroppo significa anche trovarsi a fare i conti con messaggi sguaiati, ineducati e offensivi”.

Secondo l’autore, atteggiamenti di questo tipo contribuiscono ad abbassare il livello del confronto democratico e, in alcuni casi, possono assumere anche rilevanza penale.

“Atteggiamenti del genere – che configurano molte volte un reato – non fanno altro che imbarbarire il livello del confronto pubblico, che dovrebbe invece mantenersi sempre alto, civile e costruttivo, anche e soprattutto quando vi sono rimostranze o disagi”.

«Continuerà a lavorare con la passione di sempre»

Nelle conclusioni viene evidenziata la risposta del sindaco Schembari, che ha scelto di replicare agli attacchi mantenendo toni misurati e istituzionali.

“«”Maria Rita, da amministratrice seria, appassionata e profondamente competente, ha risposto a questi attacchi volgari con il garbo che le è proprio”. Da qui l’auspicio che la vicenda non condizioni il suo impegno amministrativo: “Sono assolutamente certo che non si lascerà scalfire da parole spregevoli e che continuerà a lavorare per la sua comunità con la passione di sempre, senza curarsi di certi soggetti e volando alto, come ha sempre fatto”.