Attualità
Sp 25: i cantieri della discordia
I cantieri sulla Sp 25 Ragusa-mare sono diventati un caso politico e sociale. L'arteria è diventata un percorso ad ostacoli che non garantisce sicurezza
Non è più solo una questione di disagi al traffico ma di incolumità pubblica. La Strada Provinciale 25, l’arteria che collega Ragusa a Marina, è diventata un caso politico e sociale. L’incidente stradale avvenuto lunedì all’altezza dei lavori di scavo per la posa dell’elettrodotto “Interconnect Malta” è stata la scintilla che ha dato fuoco alle polemiche, trasformando i timori dei residenti in una vera e propria diffida collettiva verso le istituzioni. Filippo Angelica, coordinatore di Italia Viva sottolinea come da tempo era stata denunciata la totale mancanza di illuminazione notturna nel tratto dei lavori che rende la strada una trappola mortale.
Bisogna mettere in sicurezza il cantiere immediatamente, dice, potenziando i segnali luminosi e la cartellonistica, spesso nascosta dalle curve. Duro l’intervento di Peppe Calabrese, capogruppo del PD, che sposta l’attenzione anche sulla disparità tra sacrifici e benefici. Secondo Calabrese, la gestione del traffico è insostenibile, con operai che lavorano a pochi centimetri da auto che sfrecciano a velocità elevata. “Abbiamo la sensazione di essere trattati come una colonia: i disagi restano qui, i vantaggi vanno a Malta”, dichiara, annunciando di aver già inviato una PEC formale a Prefettura e Spresal per chiedere verifiche ispettive e, se necessario, la sospensione dei lavori. Anche il Movimento 5 Stelle, attraverso il consigliere Sergio Firrincieli, ha depositato una mozione urgente in Consiglio Comunale. Firrincieli punta il dito contro una segnaletica definita “confusa e incoerente”, che disorienta gli automobilisti violando le norme del Codice della Strada.
Oltre alla sicurezza, Firrincieli solleva il tema economico: “In altri cantieri come la Ragusa-Catania sono stati ottenuti milioni di euro come ristoro per il territorio. Perché qui no?”. La mozione chiede percorsi alternativi per il traffico leggero e un piano di vigilanza straordinaria nei weekend. Sullo sfondo resta la preoccupazione per i mesi di luglio e agosto. Con l’aumento esponenziale del flusso veicolare verso le zone balneari, un cantiere al buio e una carreggiata ridotta rischiano di paralizzare non solo la viabilità, ma l’intera economia turistica del ragusano.