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Store incendiato a Macchitella, sit-in per Zangaloro

In centinaia davanti alle macerie: istituzioni, imprese e associazioni

di finmedia -

Un sit in davanti ai locali completamente distrutti dalle fiamme, dopo l’incendio doloso che, nella notte tra l’11 e il 12 dicembre, ha colpito il nuovo punto vendita del gruppo Zangaloro, ancora prima dell’apertura.

Un investimento nel settore della ristorazione che avrebbe dovuto avviare l’attività nelle prossime settimane e che prevedeva almeno quattordici assunzioni. Il rogo ha provocato danni ingenti e al momento l’azienda non ha comunicato se l’investimento sarà confermato. Alla manifestazione hanno partecipato circa un centinaio di persone: amministratori locali, rappresentanti dei sindacati, partiti di centrosinistra e centrodestra, associazioni, società sportive, l’associazione antiracket e numerosi imprenditori. Assenti i titolari del gruppo Zangaloro, che secondo quanto riferito dal Comune non avrebbero ricevuto minacce o richieste estorsive.

Il sindaco ha spiegato di essere in contatto con la Prefettura di Caltanissetta e di aver informato la famiglia Zangaloro della mobilitazione cittadina, invitandola a non rinunciare all’apertura. Intanto proseguono le indagini: il commissariato di Polizia e la Procura di Gela stanno lavorando per ricostruire l’accaduto e individuare i responsabili dell’incendio. Nel corso del sit-in è intervenuta anche l’associazione antiracket, che ha ribadito l’importanza della collaborazione con le istituzioni e della denuncia di eventuali pressioni criminali.

Tra i partecipanti anche l’imprenditore niscemese Emanuele Lionti, da anni sotto scorta dopo aver denunciato i suoi estortori, presente per testimoniare la propria esperienza.

La vicenda sarà portata all’attenzione della Commissione nazionale Antimafia. Resta aperta l’incognita sul futuro dello store Zangaloro e sui tempi di un eventuale rilancio dell’investimento a Gela.