Attualità
Tangenti e fondi pubblici, domiciliari deputato Mancuso
L’inchiesta della Procura di Caltanissetta svela un giro di corruzione che ruota attorno ai finanziamenti dell’Assemblea regionale siciliana per eventi e manifestazioni
Terremoto politico in provincia di Caltanissetta. Arresti domiciliari per il deputato regionale di Forza Italia Michele Mancuso e per il consulente Lorenzo Tricoli. Il provvedimento è stato disposto dal Gip del Tribunale di Caltanissetta, al termine degli interrogatori, ed eseguito all’alba dalla Squadra Mobile nissena con il supporto dello Sco di Roma, su delega della Procura del capoluogo.
Alla base dell’inchiesta una presunta corruzione per l’organizzazione di alcuni spettacoli a Caltanissetta. Il Gip ha disposto misure interdittive per i vertici dell’associazione sportiva dilettantistica “Genteemergente”: Ernesto e Manuela Trapanese e Carlo Riziol. Per loro il divieto, per dodici mesi, di esercitare attività d’impresa nel settore dell’intrattenimento e dell’organizzazione di eventi, oltre all’interdizione da incarichi direttivi.
All’attenzione degli investigatori un episodio di corruzione che vede protagonista il deputato nisseno, fino a poche settimane fa indicato come possibile assessore regionale nel governo Schifani. Al centro dell’inchiesta, una presunta tangente da 12 mila euro che Mancuso avrebbe incassato in cambio dell’inserimento dell’associazione tra i beneficiari di un contributo regionale da 98 mila euro per l’organizzazione del “Settembre Nisseno 2024”.
Il denaro sarebbe stato consegnato in tre tranche da Tricoli al parlamentare: l’ultima il 5 maggio del 2025 scorso. Agli indagati viene contestata anche un’ipotesi di truffa aggravata: attraverso una rendicontazione di costi fittizi, avrebbero ottenuto indebitamente 49 mila euro, sempre a danno della Regione siciliana.
L’appoggio del deputato sarebbe stato decisivo affinché l’associazione ottenesse i finanziamenti pubblici. Non si trattava di soldi a fondo perduto, ma bisognava dimostrare di averli spesi. Da qui la necessità, secondo l’accusa, di emettere fatture per operazioni inesistenti o di gonfiare i costi. Il finanziamento sarebbe stato inserito nella manovrina approvata da Sala d’Ercole nell’agosto 2024 in un maxi emendamento destinato agli eventi turistici.
Il Gip ha riqualificato il reato contestato a Mancuso, parlando di corruzione per l’esercizio della funzione. Le versioni fornite dagli indagati, secondo i magistrati, non scalfiscono il quadro accusatorio, pur nel rispetto della presunzione di innocenza.
Nei giorni scorsi, il Tribunale del Riesame aveva disposto la restituzione delle somme sequestrate, ritenendo assente il rischio di dispersione, ma confermando la sussistenza degli indizi. Il 3 febbraio scorso il tribunale del Riesame aveva disposto la restituzione delle somme sottoposte a sequestro preventivo perché era venuto meno il pericolo che potessero essere sottratte nel corso del procedimento. L’arresto di Mancuso provoca la sospensione automatica dalla carica di deputato regionale. All’Ars subentrerà, fino alla conclusione del procedimento giudiziario, la niscemese Rosetta Cirrone Cipolla.